Recensione Libro “L’ombra del vento”
Carlos Ruiz Zafòn
Citazione
Solo allora mi sdraiai sul letto, il libro appoggiato sul petto, e ascoltai i suoni della città addormentata posarsi sui tetti screziati di porpora. Il sonno e la stanchezza bussavano alla porta, ma io resistetti. Non volevo abbandonare la magia di quella storia né, per il momento, dire addio ai suoi protagonisti…”
Di cosa parla “L’ombra del vento”
Un tocco velato di nebbia leggera ricopre come polvere i libri persi nell’oblio, che riposano quasi privi di vita nel Cimitero dei Libri dimenticati di Barcellona.
Una mattina Daniel, un bambino di undici anni, si sveglia oppresso dal timore di non ricordare più il volto della madre scomparsa prematuramente e quello stesso giorno il ragazzino viene accompagnato dal padre in questa libreria, dove inciamperà in un volume che gli cambierà la vita, intrecciando la sua esistenza a quella dell’autore.
Un intricato mistero che coinvolge il lettore fino alle ultime pagine, fino a quando non si svela il significato che i libri possono avere per gli uomini nel momento in cui riescono a coinvolgerci, arricchirci, emozionarci, condurci in luoghi lontani.
“L’ombra del vento” è un romanzo avvincente che non si ha voglia di chiudere neanche quando è terminato.
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Chi è Carlos Ruiz Zafon
Nasce a Barcellona nel 1964, vive a Los Angeles. Oltre ad aver scritto “Il principe della nebbia”, romanzo per ragazzi, ha pubblicato in Italia “L’ombra del vento”, che è uscito in Spagna passando inizialmente inosservato, poi grazie al passaparola è stato in grado di scalare le classifiche fino ad imporsi a livello europeo. Nell’Ottobre del 2008 è uscito “Il gioco dell’angelo” con la Mondadori, il suo ultimo libro si intitola “Marina”. Scrive articoli per la sezione culturale di “El Pais” e collabora con “La Vanguardi”.



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