Recensione Libro “Ali di babbo”
Milena Agus
Citazione
“Ho sentito soffiare come se qualcuno giocasse a farmi vento. Non lo vedevo, ma quello era uno scherzo tipico di mio padre. Il vento ha sollevato le lenzuola su fino al soffitto e si sono formate due grandi ali,…Sono rimasta soltanto con le coperte e babbo non smetteva di soffiare per gioco e, anziché morire di paura, mi divertivo un mondo.”
Di cosa parla “Ali di babbo” di Milena Agus
In “Ali di Babbo” Milena Agus ci mostra attraverso gli occhi di una bambina, la possibilità di sentire la parte di mondo che non ci è data conoscere, quella trascendentale; la piccola percepisce ovunque la presenza di un padre che credeva morto, padre che invece l’aveva abbandonata dalla nascita.
La storia ambientata in una Sardegna scintillante, è popolata da personaggi eclettici e bizzarri, come madame, la donna che nonostante sia povera, non vende il suo terreno bloccando gli affari di famiglia, perché si sente troppo legata a quel posto, e i vicini che dovrebbero odiarla per questo suo atteggiamento ottuso, invece, non possono fare a meno di amarla per la sua generosità e il suo attaccamento a quel luogo.
I protagonisti di “Ali di babbo” sono vari e sembrano tutti in qualche modo essenziali, tutti affascinanti, da scoprire, da sentire, donne e uomini che sembrano appartenerci sempre di più con lo scorrere delle pagine.
La scrittura di Milena Agus appare sempre ispirata, con una presenza che aleggia in tutti i suoi romanzi, quello di una sensazione di magia che ti lascia addosso uno sguardo sognante,”senza magia la vita è solo un grande spavento”.
“Ali di Babbo” non è convincente come l’altro suo libro “Mal di Pietre”, che trascina ancora di più il lettore con descrizioni di eventi ed emozioni leggere, ma che penetrano nei meandri.
Chi è Milena Agus
Nata a Genova vive a Cagliari dove è insegnante di italiano e storia. Ha pubblicato tre libri con la casa editrice Nottetempo: “Mentre dorme il pescecane”, “Mal di pietre”, finalista al Premio Strega e al Premio Campiello e “Ali di babbo”.



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