Recensione Libro Almeno il cane è un tipo a posto

L’estate è agli sgoccioli, e finalmente in questo condominio sembriamo quasi umani. Non so spiegare com'è successo, ma è cambiato qualcosa.
Recensione Libro Almeno il cane è un tipo a posto

Prezzo: € 15,00

Di cosa parla Almeno il cane è un tipo a posto di Lorenza Ghinelli

Almeno il cane è un tipo a posto di Lorenza Ghinelli è un romanzo per ragazzi dai 12 anni in su, pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Rizzoli, acquistabile sia in versione cartacea sia ebook.

Questo è il primo romanzo per ragazzi della scrittrice Ghinelli che nel 2012 aveva pubblicato La colpa, libro finalista al Premio Strega.

Nel libro Almeno il cane è un tipo a posto si affrontano temi delicati e importanti, soprattutto attuali e da contrastare: il bullismo, la violenza, famiglie in crisi e l’utilizzo dell’alcool. La trama è semplice e lineare, adatta a un pubblico giovane, ma dallo stile ironico e veloce che piacerà anche ai lettori adulti.

Protagonista della storia è Massimo, un bambino che viene preso di mira da un bullo, Vito, che decide di metterlo sotto torchio e gli attribuisce il nome Minimo dopo averlo visto nudo negli spogliatoi. Da questo momento in poi Massimo vive con difficoltà le sue giornate, spaventato dagli atti di bullismo di questo “nemico” e diventando lo zimbello della scuola, poiché spesso i giovani si adeguano al volere del più forte per non cadere vittima del capo bullo.

Quando arriva l’estate e quindi la momentanea tregua dalla scuola e i suoi bulli, Massimo insieme ai suoi amici può organizzare un piano per non dover sottostare a Vito. Progettando e riflettendo sul da farsi, i ragazzi scopriranno qualcosa d’impensabile: Vito ha un padre cattivo, violento e alcolizzato.

Adesso i giovani devono capire come utilizzare questa informazione, se a loro vantaggio o per fare qualcosa che aiuti i più deboli.

Il libro Almeno il cane è un tipo a posto è scritto dal punto di vista dei vari abitanti di un condominio, un romanzo corale che racconta la stessa storia ma da angolature differenti, dandoci alla fine un quadro istrionico e completo della situazione.

Quello che lascia intendere Lorenza Ghinelli, dando questo titolo così esplicativo al libro, è che l’unico personaggio normale è il cane, ma in realtà per quanto tutti gli altri abbiano problemi, difficoltà da risolvere e comportamenti strani stanno solo cercando il loro modo di vivere bene e serenamente.

Per quanto in questo romanzo per ragazzi vengano narrate storie complicate e piene di dolore, la scrittrice tocca con ogni tema con delicatezza, usando l’arma dell’ironia per spiazzare il lettore e coinvolgerlo con un sorriso e non solo con l’emotività commovente tipica delle storie in cui ci sono tanti problemi da risolvere.

Alla fine ciò che potrà capire un giovane leggendo il romanzo Almeno il cane è un tipo a posto e ciò su cui potrà riflettere il lettore adulto è che anche ciò che pare irrisolvibile si può affrontare riducendo la grandezza del problema, ma soprattutto che per contrastare il dolore e ogni difficoltà è importante l’amicizia e il legame con il prossimo.

Libri come questo di Lorenza Ghinelli, che danno voce ai più deboli, che pongono i riflettori su argomenti difficili e purtroppo sempre più spesso presenti concretamente nel nostro tempo, sono fondamentali e devono essere letti sia dai ragazzi, per non sentirsi soli e trovare la forza di rivolgersi ai genitori, sia dagli adulti per avere più chiara la realtà dei fatti ed essere preparati a evitare che cose come queste accadano.

Voglio concludere con una citazione del libro, una frase che mi ha dato molto da pensare e credo possa servire a tutti allo stesso scopo:
“Sono stato travolto da un’ondata di violenza che con me non c’entrava niente. È come se avessi assaggiato, contro la mia volontà, un po’ del marcio di questo mondo. E non mi è piaciuto per niente. Ho sentito la rabbia di Vito, tutto il suo dolore e le sue frustrazioni, accanirsi contro di me. Io non sono suo padre, non sono i poliziotti, non sono la scuola, non sono nessuno. Non l’ho mai preso in giro… È lui che mi ha fatto male.”

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