Anche i calciatori scrivono
Gli articoli di Recensione Libro.it
I protagonisti del mondo del calcio si tolgono le scarpette e prendono la penna
Solitamente li criticano perché appaiono come ragazzi ignoranti, incapaci di mettere assieme due parole su argomenti che non siano l’arbitro cornuto, il fuorigioco inesistente, e il fatto che loro sono sempre a disposizione del Mister.
Da un po’ di tempo a questa parte invece, qualcuno alza le sopracciglia e scuote la testa nella tipica traduzione della frase “Povera Italia”, quando passando tra le vetrine dei centri commerciali, getta l’occhio sulle copertine dei libri scritti da calciatori professionisti.
Da tempo la vita di alcuni dei grandi del calcio, trova posto negli scaffali delle librerie. Gianluca Vialli, Roberto Baggio e Gabiel Omar Batistuta sono soltanto alcuni della numerosa schiera di sportivi che ha affidato alle pagine di un libro, le proprie vicende calcistiche e non solo.In un primo momento, si pensava di affidarsi ad un biografo, per dare al libro la migliora stesura possibile.
Oggi, invece, i calciatori preferiscono mettersi a scrivere in prima persona, magari facendosi aiutare da qualche scrittore professionista per una sorta di revisione. Ed è così che, attualmente, ci sono diversi calciatori di serie A che danno alle stampe le loro fatiche.
Il capostipite di questa moda, potrebbe individuarsi nel “pupone de Roma” Francesco Totti, che con la raccolta delle barzellette che lo vedevano protagonista, ha folleggiato nella classifica dei libri più venduti. Tanto di cappello alla scelta di devolvere i proventi delle vendite all’Unicef.
Anche un altro giocatore della Juventus è oggi in classifica con il suo libro “Ho fatto una promessa. Perché la fede ha cambiato la mia vita”. Nicola Legrottaglie, difensore della Vecchia Signora, racconta in questo libro la sua passione per Cristo, e il suo personalissimo modo di vivere il Cristianesimo.
E come non citare la biografia di Antonio Cassano, il talento di Bari Vecchia che pare avere le stesse difficoltà nel contenere i suoi eccessi, e a dominare il condizionale nelle interviste. Grazie all’aiuto del giornalista Pierluigi Pardo, “Fantantonio” racconta la sua vita nel libro “Dico tutto”, dichiarando senza nessun problema che, se non avesse fatto il calciatore, sarebbe diventato un rapinatore.
E allora viva il calcio che toglie i ragazzi dalla strada, gli insegna i valori della sportività, li rende miliardari, e – viva Dio – dà loro la possibilità di far avvicinare alla lettura, persone che con i libri, si sentono troppo spesso in fuorigioco.


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