Recensione audiolibro Mi manchi

Dicono che il nostro mondo è duro, complesso. Non è più duro né complesso di altri che lo hanno preceduto. Ma la nostra società, ha coltivato l'illusione che vivere sia facile: basta avere tanti soldi
Recensione audiolibro Mi manchi

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Recensione Audiolibro Mi manchi di Ippolita Cavalli, letto da Alessandra Bedino

L’audiolibro Mi manchi è il primo della collana Voci al femminile della casa editrice Il Narratore Audiolibri. Vera, la protagonista di questa storia, è la madre single di Gabriele, ragazzo diciottenne dalla personalità al quanto scontrosa, come spesso accade nell’adolescenza.

Poco dopo la partenza del figlio per una vacanza studio a Londra, Vera riceve la telefonata della donna presso la quale alloggia Gabriele: suo figlio non è rientrato a casa e, a quanto pare, è scomparso.

Il suo unico, amatissimo figlio, il suo bambino è in giro per Londra, da solo, e nessuno sa con precisione dove si trovi. Ma il suo bambino ha diciotto anni, e lei, che ha provato in tutti i modi a stabilire un rapporto che vada al di là della reciproca sopportazione, inizia a rendersi conto di quanto poco conosca il sangue del suo sangue.

Mentre prepara in fretta e furia la sua partenza per Londra, Vera ripercorre gli ultimi giorni assieme al figlio, la litigata prima della partenza, la distanza che si è venuta a creare tra loro due, nonostante gli sforzi di una madre single che cerca di non far mancare niente a suo figlio. Vera si spinge ben oltre il rapporto con suo figlio, nelle ore di tensione che precedono la ricerca di Gabriele. La protagonista di Mi manchi fa un viaggio a ritroso nella sua vita, saltellando avanti e indietro negli anni, nelle sue vicende personali che sono legate a doppio filo con la storia del paese.

Il ritratto di un’Italia dilaniata dalle contestazioni giovanili degli anni Settanta, il suo strano rapporto con Giulio, il padre di suo figlio, gli ideali di una generazione che non voleva morire senza lasciare tracce, fanno da sfondo alle avventure che porteranno Vera a diventare una ragazza madre in continua lotta con le se stessa.

La Avalli traccia l’immagine drammatica di un paese che rifiuta qualunque trasformazione, immobile nei suoi valori, contro i quali giovani schiere di ragazzi e ragazze urlano il loro disappunto, passando dalla ragione delle idee al torto della violenza in un tempo brevissimo.

Un romanzo toccante, che unisce due ricerche dolorose e faticose: da un lato il viaggio fisico verso Londra, per recuperare il suo presente, dall’altro, il viaggio mentale, a ritroso nella sua vita, per conservare un passato sulla quale ha costruito tutta la sua vita.

L’audiolibro è interpretato dalla bravissima Alessandra Bedino, capace di sottolineare con la sola impostazione della voce, i diversi sentimenti che si sconvolgono la protagonista lungo il procedere di Mi manchi.

Nonostante il romanzo sia ben scritto, e riesca a coinvolgere il suo pubblico, la lunghezza dell’audiolibro e la presenza di una sola voce narrante, rendono l’ascolto pesante, costringendo l’ascoltatore a qualche pausa di troppo.

Chi è Ippolita Avalli

Ippolita Avalli è nata a Milano, ma si è poi trasferita a Roma, dove vive tutt’ora. Il suo esordio letterario è del 1980, quando diede alle stampe “Aspettando Ketty”. I suoi romanzi ottengono grande successo: “La dea dei baci” è stato finalista al Premio Strega del 1997 e vincitore del Premio Valle dei Trulli, mentre “Nascere non basta” è stato vincitore del Premio Città di Bari nel 2003.

Dal 1978 al 1980 ha fatto parte del gruppo teatrale “The a tre” con il quale ha partecipato a numerosi festival e rassegne del post-avanguardia in tutta Europa. La Avalli è stata anche autrice teatrale ed ha collaborato alla sceneggiatura di alcune scene de “La città delle donne” di Federico Fellini

Chi è Alessandra Bedino

Alessandra Bedino è attrice,autrice, regista nonché collaboratrice stabile della compagnia teatrale “Occupazione Farsesche” di Firenze. Tra i suoi ultimi spettacoli ci sono “Le messe nere del buon ostello” di Ionesco e “Il Vangelo secondo Gesù Cristo”, tratto dal romanzo di Josè Saramago. La sua opera “La Russia dell’uomo d’oro – storia di un padre e di migliaia di figli”, è stato premiato alla decima edizione del Festival Internazionale Meeting in Russia di San Pietroburgo.

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