Recensione Libro “Chie-Chan e io”
Banana Yoshimoto
Citazione
“Quando Chie-chan posa quel suo sguardo luminoso su qualcosa, anch’io, per qualche misteriosa ragione, riesco a coglierne tutti i particolari. Come chi guarda la città dal campanile di una chiesa in un giorno sereno, e riesce a sentire persino il profumo del vento che attraversa i campi verdi in lontananza.”
Di cosa parla “Chie-Chan e io” di Banana Yoshimoto
Non abbiamo dovuto attendere molto tempo per poter assaporare questo romanzo di Banana Yoshimoto. Dalle parole semplici e immediate il racconto di una storia di amicizia rara.
Due caratteri diversi si accostano e si compensano, l’una estroversa che viaggia continuamente per lavoro e l’altra silenziosa e discreta, timida. L’una disordinata, l’altra fissata con la pulizia della casa. Come sempre nei romanzi della scrittrice giapponese, i personaggi sono descritti con sensibilità e tatto, le immagini che ci rimanda delle protagoniste ci appaiono fragili, ma hanno in sé una forza sorprendente che si rivela man mano che si sfoglia il libro. Un romanzo semplice che tiene incollati fin quando non finisce e che lascia una vaga sensazione di condivisione della storia, senza però essere troppo invasiva.
Chi è Banana Yoshimoto
Nata a Tokyo nel 1964, figlia di uno dei più importanti filosofi giapponesi degli anni sessanta. Sua sorella è conosciuta come una delle migliori fumettiste di anime giapponesi. Laureata al college delle arti. “Kitchen” è il suo primo romanzo con oltre sessanta ristampe in Giappone, con cui ha vinto 6th Kaien Newcomer Writers Prize. Da questo libro e dal successivo “Tsugumi” sono stati tratti due film. Ha venduto oltre i sei milioni di copie in tutto il mondo e aspira al premio Nobel per la letteratura. Le sue opere sono tradotte in Italia da Giorgio Amitrano. Da ricordare: “Sonno profondo”, “La piccola ombra”, “Arcobaleno”, “Il corpo sa tutto”, “Ricordi di un vicolo cieco” e “Il coperchio del mare”.


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