La donna della panchina
La donna della panchina

Recensione Libro Destino di donna

La cosa importante era che lei stessa potesse amare. In fondo, non occorre che l’amore consista in una storia, in un rapporto, in una reciprocità, l’amore è nella sua essenza sentimento, e come tale può esistere indisturbato e come tale può essere salvaguardato… però non può essere conservato.
Recensione Libro Destino di donna

Prezzo: € 11,10

Di cosa parla Destino di donna di Margit Kaffka

Destino di donna è un romanzo scritto più di un secolo fa dalla scrittrice ungherese Margit Kaffka, ma ancora attuale e ricco di molte sfumature in grado di intrattenere il lettore e di farlo riflettere sul senso profondo del testo.

Maria, la giovane protagonista del libro, è una donna combattuta tra due destini che le si prospettano di fronte agli occhi come aria gelida sul volto: quello del matrimonio, destinato e stabilito alla donna di inizio Novecento, compromesso sociale ed esistenziale, e quello del libero amore, inteso come affermazione dell’autonomia femminile ma del tutto screditato e malvisto dalla società.

Costretta quasi a scegliere la sua vita secondo leggi e ordini cui è difficile scontrarsi, Maria percorre un lungo e complesso cammino interiore che in parte la tiene estraniata dal mondo esterno, e in parte la fa riflettere sul proprio io, sulle azione che deve portare a termine, sulle vite di coloro che la circondano, apparentemente semplici e prive di difficoltà come quella della sorella minore Agnes, e infine sui propri sentimenti e le proprie volontà, perennemente combattute da troppi dubbi, paure e controversie.

La sua incapacità di instaurare rapporti complessi e duraturi con l’altro sesso fanno da ulteriore scudo tra lei e il mondo, costringendola a chiudersi nel suo limbo e a vivere in un mondo irreale fatto di sogni e illusioni.

Inferno

La fragilità della donna in un contesto sociale e politico delicato quanto quello in cui è ambientato il romanzo Destino di donna, l’epoca antecedente il movimento di emancipazione della donna in Ungheria, rientra pienamente nella figura della protagonista, così come il coraggio di volersi in parte opporre all’oppressione e alle costrizioni del prossimo nei confronti delle proprie scelte. Ma sebbene Maria sia ben decisa a volersi distinguere dalle altre donne, alla fine solo una soluzione la porterà a rifugiarsi dagli occhi e dagli sguardi indiscreti di coloro che la circondano, una scelta che non potrà più essere cambiata.

L’autrice del romanzo, Margit Kaffka, nacque nel 1880 in una città ungherese, oggi appartenente alla Romania, e morì precocemente alla sola età di 38 anni, vittima dell’epidemia della spagnola, nel pieno della sua fertilità creativa. È considerata una delle più importanti e rilevanti scrittrici ungheresi vissuta a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Fu fortemente anticonformista e antesignana del movimento di emancipazione della donna in Ungheria, al quale prese parte attivamente partecipando alla battaglie femministe attraverso i suoi romanzi.

Si sposò due volte e il suo secondo marito fu il noto biologo e giornalista Ervin Bauer, scienziato dalle grandi capacità intellettuali che seppe apprezzare pienamente le aspirazioni letterarie dell’autrice condividendo con lei gli ideali e le attitudini.

Margit Kaffka frequentò gli ambienti intellettuali più avanzati di Budapest in un’epoca d’oro per la letteratura ungherese. Il libro Destino di donna venne pubblicato per la prima volta a puntate nel 1912 nella rivista letteraria Nyugat, uscita nel 1908 e considerata come espressione del rinnovamento letterario e punto di passaggio fondamentale dalla vecchia, ferma e conservatrice letteratura ungherese di fine Ottocento verso la moderna cultura occidentale europea presa a modello. Il testo venne successivamente pubblicato come libro nel 1913.

Tra le altre opere della Kaffka vi sono i romanzi Colori e anni (1912), Due estati (1916), Tappe (1917), Formicaio (1917); le novelle Lettere dal convento – Estate (1905), I pensatori (1906), Crisi silenziose (1910), Romanzo monco e novelle (1911), Sopra un suolo cedevole (1912), Note liriche su un anno (1916), Piccoli uomini, amichetti miei (1918), Presso l’approdo (1918) e Sogno (1942).

Recensione scritta da Margherita Acs

Hai qualcosa da aggiungere a questa recensione? Lascia un commento!