Recensione Libro Dieci storie per giocare

- Guardate! Che fa quella macchina? Si è messa in moto da sola! - Anche quell'altra! - Ehi! Ma quella è la mia! Chi è che ruba la macchina? Al ladro! Al ladro! - Ma non c'è nessun ladro, non vede? Tutte le automobili si sono messe in moto... - Prendono velocità... Corrono...
Recensione Libro Dieci storie per giocare

Prezzo: € 12,00

Di cosa parla Dieci storie per giocare di Gianni Rodari

Il libro Dieci storie per giocare di Gianni Rodari edito da Einaudi scuola per la collana La bibliotechina è una divertentissima raccolta di storielle un po’ particolari, perché l’autore Rodari ha pensato per ognuna di queste storie non un finale, ma ben tre finali a scelta che concludono in modo differente ciascuna delle vicende narrate nel libro.

Nel libro per bambini Dieci storie per giocare è possibile leggere ben dieci storie, tutte molto simpatiche e allegre. Ci sono le avventure di un cane che non sapeva abbaiare e che prova in tutti i modi a fare chicchiricchì come un gallo, a fare cucù come un cuculo, a muggire come una mucca! Insomma prova a ripetere tutti i versi degli animali che incontra per la sua strada, tranne quello giusto, cioè il suo.

C’è anche la fiaba del pifferaio magico un tantino rivisitata, infatti, al posto dei topolini, egli incanterà con le note del suo piffero magico, le automobili che invadono tutta la città.

C’è anche la storia di un presepe un po’ bizzarro e di un maghetto, il mago Girò che ormai è disoccupato, visto che le persone non si rivolgono più a lui per nessuna magia, semplicemente perché non ne hanno bisogno; e dell’anello del pastore. Questo bel libro per bambini si conclude con il Gatto viaggiatore che parla miagolando.

Dieci storie per giocare è una raccolta di storielle piacevoli da leggere che Rodari creò per una trasmissione radiofonica tra il 1969 e il 1970 e alla domanda del perché avesse scritto tre finali per ogni storia Gianni Rodari rispose: “Ogni storia ha tre finali a scelta. Il lettore, legge, guarda, riflette, e se non trova un finale di suo gusto può inventarlo, scriverlo e disegnarlo egli stesso.”

Questo libro è stato pubblicato nel 2011 in una nuova versione sempre da Einaudi e con un titolo diverso: Tante storie per giocare.

Recensione scritta da Silvia Buda

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