Recensione libro “Due di due”
Andrea De Carlo
Citazione
“A volte mi sembrava di essere ad una distanza terribile dalla vita; di sentirne solo echi e riverberi lontani: filtrati e adattati, doppiati e interpretati da altri prima di arrivare fino a me.”
Di cosa parla “Due di due” di Andrea De Carlo
“Due di due” di Andrea De Carlo, ha come storia portante l’amicizia profonda tra Mario e Guido, che vivono in Italia, durante i complicati anni Settanta. In questo periodo iniziano a notarsi le contraddizioni interne alla società, aumenta la ricchezza ma, contemporaneamente, diventa più visibile il divario che c’è tra paesi sviluppati e sottosviluppati, così come si nota di più la stratificazione netta dei ruoli nella scala sociale, con tanto potere ai ricchi e poco ai poveri.
Il malcontento cresce e si diffonde il disagio soprattutto tra i giovani che iniziano a ribellarsi non solo alla società, ma anche all’educazione dei genitori che cercano di imporre i propri valori e il proprio modo di pensare, come se fosse l’unico e non ci fossero alternative o possibilità di ragionare in maniera individuale.
Come reazione a questo malessere i giovani scendono in piazza, iniziano a manifestare, a dire la loro, provano a fermare questo vortice che tende ad alienare le menti mostrando una realtà che sembra invincibile, radicata, incontrastabile.
I ragazzi protestano, manifestano, occupano le scuole, cercano in tutti i modi di contrapporsi a questa realtà moderna che vuole schiacciarli con i suoi schemi, limitando la libertà personale. E’ in questo scenario che si mostra, e si radica sempre di più, l’amicizia tra Mario e Guido, che nonostante siano due persone completamente diverse, riescono a trovare un’anima comune che li lega durante tutto il racconto.Guido è quello più ribelle, quello che appare più forte, il più carismatico dei due, tanto che Mario in alcuni momenti sembra addirittura essere la sua ombra, un po’ oscurato dal carattere definito e “rivoluzionario” dell’amico, ma con il tempo riuscirà a trovare la sua strada e la sua collocazione lontano dalla realtà che lo aveva visto per molti anni succube, quasi vittima del sistema.
Quello che appassiona del romanzo, oltre alla vicenda in sé, ricca di avvenimenti storici di una certa rilevanza, è il legame simbiotico e lo scambio emozionale tra i due ragazzi, che sono una fonte inesauribile di riferimento e rinnovamento per l’altro. Quelle che sembrano essere due vite separate dalla distanza, dal modo di percepire e di reagire, hanno una fonte comune, un principio che li lega, lo stesso bivio di partenza.
“Due di due” è un romanzo che ha segnato i giovani delle ultime generazioni e che fa comprendere l’importanza dell’amicizia, il valore della sincerità e come i rapporti lascino la loro impronta sulla nostra terra nonostante il tempo trascorra, le vite si separino ed i percorsi da seguire siano individuali.
Chi è Andrea De Carlo
Nasce a Milano nel 1952. E’ stato assistente del fotografo Oliviero Toscani, prima di viaggiare in giro per il mondo e fermarsi a Los Angeles, dove fa il professore d’italiano. Nel 1981 pubblica il primo romanzo con l’Einaudi “Treno di panna”, la quarta di copertina è curata da Italo Calvino.
Dal libro viene poi tratto il film diretto dallo stesso Andrea De Carlo che vede tra gli attori Sergio Rubini. Grazie al secondo romanzo “Uccelli da gabbia e da voliera” riceve i complimenti da Federico Fellini che lo vuole come assistente per il film “E la nave va”.
In seguito a questa esperienza Andrea De Carlo realizza il documentario “Le facce di Fellini” in cui spiega il rapporto che intercorre tra il registra ed i suoi attori. Un’altra collaborazione degna di nota è quella con Michelangelo Antonioni, con cui scriverà la sceneggiatura di un film che non vedrà mai la luce.
Tra i suoi romanzi ricordiamo “Di noi tre”, “Mare della verità” e “Durante”. Ha inoltre pubblicato due cd “Alcuni nomi” e “Dentro giro di vento” e scritto, insieme al pianista Ludovico Einaudi, i balletti “Time Out”.





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