Recensione libro È una vita che ti aspetto

Con te ho capito che quel campo lo voglio attraversare. Se tu vorrai, ti prenderò per mano e ti porterò dall'altra parte. Quel campo così com'è adesso, senza passi, è uguale a tanti altri campi di chi come me non ha mai avuto il coraggio. Le nostre tracce lo renderanno irripetibile e unico.
Recensione libro È una vita che ti aspetto

Prezzo: € 9,00

Di cosa parla È una vita che ti aspetto di Fabio Volo

Fabio Volo sempre più apprezzato come scrittore torna in libreria con il libro È una vita che ti aspetto, diventando un best seller in pochissimo tempo.

Francesco è un ragazzo come tanti altri, che superati i trent’anni si accorge di quanto la sua esistenza sia confusa, ingestibile, priva di un senso che dia valore al suo tempo. Vive nella contraddizione, ha un lavoro remunerativo, ma per placare lo stress che deriva dalle tante ore passate a sgobbare, spende i suoi soldi in oggetti che gli riducano l’esaurimento.

Il protagonista di È una vita che ti aspetto ama tantissimo suo padre, ma non riesce ad avere un rapporto semplice e affettuoso con lui. Vorrebbe smettere di fumare, ma continua ostinatamente a farsi le canne, vorrebbe innamorarsi, ma non fa altro che passare da una donna all’altra. Donne che riescono ad appagare il suo piacere narcisistico e non quello dell’anima.

Ma la cosa più estrema del suo modo di essere paradossale, è che vorrebbe tanto stare da solo, puntare su se stesso, ma teme di essere escluso dal gruppo e dal resto, quindi sta fermo…

A un certo punto, però, come per magia, probabilmente dopo aver toccato il fondo, dopo essersi svuotato completamente, si accorge che continuare così non è giusto, che le cose in quel modo non vanno bene, che c’è bisogno di agire, di reagire, per cambiare la situazione e non soltanto lamentarsi sentendosi vittima di un sistema che alla fine ha innescato lui stesso.

Una volta compreso il suo punto debole, inizia la risalita verso la vetta, ed è in quel frangente che sfidando se stesso con ironia, giudizio e ragionevolezza, affronta la depressione e l’ipocondria di cui è succube.

Ma come avviene sempre nella vita di ogni uomo c’è qualcosa che smuove le acque e fa rinsavire, e in questo caso è l’incontro di una donna che seppur non perfetta, riesce a risvegliarlo dal torpore, a fargli sentire delle strane vibrazioni nel petto, a dargli nuovi occhi con cui guardare il mondo per innamorarsene.

Non c’è bisogno di saper amare, lui infatti non si sentiva in grado di farlo, basta, invece lasciarsi andare ai sentimenti, non farsi prendere troppo da ragionamenti contorti, dalla paura di dover affiancarsi ad un’altra vita e il gioco viene da sé.

Ed ecco che si dicono parole bellissime, forse non troppo romantiche, ma più dirette e viscerali, quando in fondo si erano ripetute nella mente in modo completamente diverso, cariche di poesia e coinvolgimento. Alla fine, non conta ciò che si dice, conta quell’abbraccio notturno, la sensazione di sentire sempre vicina la propria amata, il pensare costantemente all’altra persona.

È una vita che ti aspetto, è una frase che può essere riferita all’amore o a se stessi, non importa chi è il destinatario.

Quello che Fabio Volo vuole mostrare nel suo romanzo È una vita che ti aspetto  è che è giusto credere, sperare e attendere, è giusto cercare qualcosa di bello, che prima o poi, di certo, arriverà.

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