Estratto Romanzo “Autopsia del reato” di Carmelo Polese

Estratto del romanzo "Autopsia del reato" di Carmelo Polese, secondo classificato sezione inediti al Concorso Letterario Nazionale "Autore di te stesso" 2011 organizzato da Recensione Libro.it in collaborazione con la CSA Editrice.
Estratto Romanzo “Autopsia del reato” di Carmelo Polese

Il sipario si alza su di un “banale” fatto di cronaca nera:
Amalia C., ex infermiera, nota alle forze dell’ordine come prostituta e ragazza madre, ha ucciso suo figlio, minato dal’ A. I.D. S., chiudendo la bombola dell’ossigeno. Il cronista, molto informato, è sicuro che lo abbia fatto per liberarsi di un peso scomodo: il ragazzo, infatti, noto alle forze dell’ordine come “Felix il bastardo”, era uno specialista dei borseggi sui tram, metro, ecc.; sempre lo stesso cronista conclude in maniera molto caritatevole: “se la donna avesse pazientato ancora qualche giorno, il ragazzo sarebbe comunque morto e lei sarebbe stata libera: così, invece, era finita “dalla padella nella classica brace”.
Ma sarà poi così banale? Al giovane avvocato Quagliariello viene affidata la difesa (d’ufficio) della imputata. Questi, contrariamente alla regola per la quale il difensore d’ufficio “si rimette alla clemenza della corte”, ingaggia una vera battaglia processuale, con il suo famoso avversario: il sostituto procuratore Oberdan. Sullo sfondo del processo, le immagini di “vico delle pere”: una vera e propria zona franca per quanto riguarda spaccio e consumo di droga, rapina e prostituzione. Vico delle pere è il teatro della tragedia (e non solo per Amalia e suo figlio), nel quale recitano Donna Concetta, boss indiscusso del quartiere e i suoi figli. Le quinte sono rappresentate dal palazzo del Principe, sullo sfondo. Anche dietro le quinte, succede qualcosa d’importante…