Recensione Libro “Formiche periferiche”

Prendiamo Dylan Dog, è depresso, soffre di claustrofobia, ha paura di volare, è terrorizzato da animali innocui come i pipistrelli. Insomma è un comune mortale, ma alla fine l'ha sempre vinta. Se ce l'ha fatta lui con tutte le sue fobie, posso farcela anch'io.
Recensione Libro “Formiche periferiche”

Prezzo: € 14,00

Di cosa parla “Formiche periferiche” di Liliana Guerriero

“Formiche periferiche” di Liliana Guerriero è un libro che usa l’ironia per raccontare un periodo difficile per la protagonista.

Una donna sola, non più tanto giovane è costretta ad andare in pensione anticipata per defilarsi da una situazione spiacevole in cui si è venuta a trovare. È sempre stata fedele al suo lavoro di magazziniera, ma si vede costretta a rubare – o prendere in prestito, come lei stessa dice – un rimedio contro le formiche che invadono la sua casa.

Così inizia “Formiche periferiche”, con una lotta contro questi esseri piccoli e tanto affascinanti, che alla fine sono i coprotagonisti di questa storia.

I tanti giorni di libertà dal lavoro sembrano essere più che altro una prigione poiché bisogna reinventarsi, darsi un senso diverso. E la protagonista di “Formiche periferiche” lo fa lentamente, prima perdendo la testa per il suo vicino di casa, che somiglia ai belli del cinema americano dei film degli anni ’50 e poi prendendosi cura di sé.

La scrittrice esordiente Liliana Guerriero nel libro “Le formiche periferiche” esprime, con una scrittura simpatica e autoironica, situazioni complicate e molto attuali, come quella della disoccupazione, della difficoltà di inserirsi in una società che spesso sentiamo non appartenerci, e della solitudine. A tutto questo si va ad aggiungere il fatto che la protagonista sia una donna e quindi queste difficoltà si moltiplicano.

Un libro dalla scrittura brillante, scorrevole, in cui abbiamo come compagni d’avventura un gatto, un manichino e le formiche, più ironico di così sarebbe complicato. Una realtà grottesca per  la protagonista del libro “Formiche periferiche” che in fondo scrive un diario in cui si racconta senza omettere nulla.

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