Di cosa parla “Furore” di John Steinbeck

“Furore” di John Steinbeck narra la storia della famiglia Joad, coltivatori dell’Oklahoma, costretti ad abbandonare le loro terre a causa della siccità. La famiglia, come molte altre nella loro stessa situazione, intraprende un lungo viaggio verso la California, dove, secondo quanto appreso da un volantino, sembra esserci lavoro per tutti.

A partire, su un camioncino sgangherato, sono ben tre generazioni: i nonni, i genitori ed i figli. Il lungo viaggio per la California, la terra che nel loro immaginario diventa una vera e propria terra promessa, non sarà privo di incidenti e di perdite.

All’arrivo in California lo scenario che si presenterà alla famiglia Joad sarà ben diverso da quello immaginato e la situazione molto più complicata. Migliaia di persone nella loro stessa condizione si sono riversate nello stato della costa occidentale americana, e trovare lavoro è un’impresa quasi impossibile.

Nel frattempo, i proprietari dei campi, approfittano della disperazione di quelli che chiamano in maniera dispregiativa “Okies”. Li costringono a carichi di lavoro disumani per la raccolta della frutta, facendoli lavorare in pessime condizioni e pagandoli pochissimo. Nel corso del tempo, a seguito di diversi eventi, la famiglia comincerà a separarsi lentamente.

Il romanzo “Furore” di Steinbeck è un accurato e doloroso affresco di una società in cambiamento. Sebbene la storia della famiglia Joad sia segnata da eventi sfortunati e da non poche difficoltà, nei loro atteggiamenti, nel loro reagire alle cose, è sempre possibile scorgere una luce, un “furore”, una fiducia cieca che pare non crollare mai, talvolta portata dalle parole della madre, vero e proprio pilastro della famiglia, talvolta dall’incontro con persone solidali e comprensive.

La scrittura di Steinbeck è di un realismo impressionante. L’ autore descrive in maniera precisa i modi di vivere e le condizioni degli Stati Uniti della “Grande Depressione”. Il lettore di “Furore” si trova proiettato in un’epoca non troppo lontana, che ha tanti punti in comune con la nostra e ciò fa di questo capolavoro della letteratura statunitense un’opera di un’attualità sconcertante.