Recensione libro “Furore”
John Steinbeck
Citazione
E i capifamiglia guardavano su per un attimo, con gli occhi dell’afflizione. S’ha da far fagotto. Viene la trattrice, e un sovrintendente come nelle fabbriche. E dove andremo? Domandavano le donne. Non lo sappiamo. Non lo sappiamo.
Di cosa parla “Furore” di John Steinbeck
Il romanzo narra la storia della famiglia Joad, coltivatori dell’Oklahoma, costretti ad abbandonare le loro terre a causa della siccità. La famiglia, come molte altre nella loro stessa situazione, intraprende un lungo viaggio verso la California, dove, secondo quanto appreso da un volantino, sembra esserci lavoro per tutti.
A partire, su un camioncino sgangherato, sono ben tre generazioni: i nonni, i genitori ed i figli. Il lungo viaggio per la California, la terra che nel loro immaginario diventa una vera e propria terra promessa, non sarà privo di incidenti e di perdite.
Il romanzo di Steinbeck è un accurato e doloroso affresco di una società in cambiamento. Sebbene la storia della famiglia Joad sia segnata da eventi sfortunati e da non poche difficoltà, nei loro atteggiamenti, nel loro reagire alle cose, è sempre possibile scorgere una luce, un “furore”, una fiducia cieca che pare non crollare mai, talvolta portata dalle parole della madre, vero e proprio pilastro della famiglia, talvolta dall’incontro con persone solidali e comprensive.
La scrittura di Steinbeck è di un realismo impressionante. L’ auotre descrive in maniera precisa i modi di vivere e le condizioni degli Stati Uniti della “Grande Depressione”. Il lettore si trova proiettato in un’epoca non troppo lontana, che ha tanti punti in comune con la nostra e ciò fa di questo capolavoro della letteratura statunitense un’opera di un’attualità sconcertante.
Chi è John Steinbeck
John Steinbeck è nato a Salinas (California) nel 1902 ed è morto a New York nel 1968. Interrompe l’università per interessarsi allo studio della “Grande Crisi” che affligge gli Stati Uniti in quegli anni, tanto da unirsi per un certo periodo ad una famiglia di contadini dell’Oklahoma che emigrava verso la costa dell’occidente. In seguito lavora come giornalista e cronista dal fronte, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Scrittore prolifico, con uno sguardo sempre rivolto alla società contemporanea, tra le sue opere più celebri si ricordano: “La santa rossa” (Cup of gold – 1929), “Pian della tortiglia” (Tortilla Flat – 1935), “Uomini e topi” (Of mice of man – 1937) , “Furore” (The grapes of wrath – 1939), “La luna è tramontata” (The Moon Is Down – 1942) e “Quel fantastico giovedì” (Sweet Thursday – 1945)
“Furore” gli fa vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1962.



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