Recensione Libro Giovanna la fanciulla guerriera

Voci contrastanti si rincorrevano per tutta la Francia. La Pulzella era una santa mandata da Dio. Era un Demone, il cui scopo era portare l’intero Paese alla perdizione. Era una ragazzetta subdola e bugiarda, in cerca di onori, ricchezze e potere personale. Era uno strumento dei santi che volevano restituire la Francia ai francesi.
Recensione Libro Giovanna la fanciulla guerriera

Prezzo: € 11,00

Di cosa parla Giovanna la fanciulla guerriera di Louis De Wohl

Chi non conosce la storia di Giovanna d’Arco? La fanciulla guerriera che salvò la Francia dall’attacco inglese durante la guerra dei cent’anni? Colei mandata da Dio per presagire le sorti del suo Paese e la sconfitta dei nemici sul proprio territorio?

Il libro Giovanna la fanciulla guerriera di Louis de Wohl si legge tutto d’un fiato. Nelle sue 200 pagine narra le vicende della diciassettenne Giovanna, figlia dei contadini Jacques D’Arc e Isabelle Romèe, nella Lorena di inizio Quattrocento.

Devota a Dio e con un innato senso di altruismo verso gli altri, in particolare i più deboli, Giovanna D’Arco inizia a percepire le “Voci” a soli tredici anni di età.

I santi Michele, Caterina e Margherita le parlano come fossero di fronte a lei, reali e in carne d’ossa, e le presagiscono il futuro del suo Paese, nonché il suo arduo ma fondamentale compito.

Nel 1429, quando gli inglesi sono a un passo dalla conquista di Orleans, Giovanna capisce qual è il suo destino e, coraggiosa e impavida come nessun’altra prima di lei, si reca dal capitano Robert de Baudricort per metterlo in guardia sulle sorti della Francia e sulla sua volontà di incontrare il Delfino.

Con non poche difficoltà, viene derisa e respinta, ma lei non si dà per vinta e finalmente, quando uno dei suoi moniti nei confronti delle milizie francesi si esaudisce, tutti cambiano opinione sul suo conto, e se prima la consideravano solo una pazza adolescente con la brama di sentirsi importante, ora la giudicano in modo diverso, cominciando a prestar fede alle sue parole.

Senza perdere la speranza e guidata costantemente dalla propria fede e dagli annunci dei suoi santi, Giovanna raggiunge il Delfino di Francia e gli rivolge le seguenti parole: “Il Re dei Cieli vi manda a dire che sarete unto e incoronato nella città di Reims”.

Inizialmente, scettico quanto gli altri, il futuro Carlo VII sottopone Giovanna ad alcuni esami di fede per avere la certezza che lei non sia pazza e, dopo aver accertata la sua onestà, nessuno ha più dubbi sul suo conto… Giovanna può finalmente seguire il proprio arduo cammino.

Brandendo una spada e lo stendardo raffigurante Cristo e gli Angeli su uno sfondo di seta bianca, la Pulzella di Francia, nome con cui viene ricordata ancora oggi, scende in campo di battaglia, guidando le forze armate del Delfino contro gli inglesi invasori.

Con la sua bontà e forza d’animo, Giovanna riesce a imporre il divieto ai soldati di bestemmiare e la possibilità ai nemici di confessarsi prima di morire. Visti i tempi di guerra e l’epoca in cui si susseguirono tali vicende, viene quasi da ritenere impossibile che una ragazzina, pur ormai considerata santa e mandata da Dio, potesse venire ascoltata e soprattutto obbedita da un esercito di uomini nel mezzo delle più difficoltose e malsane condizioni di vita.

Grazie alla guida della Pulzella, molte furono le vittorie in mano alla Francia e le città che rimasero sotto comando del Paese, ma i francesi subirono anche delle sconfitte. Dopo la consacrazione del Delfino a Reims, nel nome di Carlo VII, Giovanna D’Arco sa che il suo compito è terminato e decide di lasciare le armi.

Catturata dagli inglese nella città di Margny, forse tradita da alcuni francesi che avevano sempre visto in lei non una guida ma piuttosto una figura arrogante e presuntuosa di conoscere le sorti di un intero Paese, Giovanna sa che non può più combattere.

Condannata come strega ed eretica, viene condotta sul rogo il 30 maggio 1431 nella piazza del mercato vecchio di Rouen e lì data alle fiamme all’età di soli 19 anni.

L’autore del libro Giovanna la fanciulla guerriera, Louis de Wohl, è stato uno scrittore austro-ungarico di inizio Novecento che ha partecipato come capo dell’esercito britannico alla Seconda Guerra Mondiale. Ha scritto diversi libri ma non tutti sono stati tradotti nella lingua italiana. Molte sono state le biografie di personaggi religiosi, e di santi tra i quali spiccano le vite di Santa Caterina da Siena, Sant’Elena, San Benedetto da Norcia e San Francesco d’Assisi. È noto, infatti, al grande pubblico, come uno dei principali narratori cattolici di culto.

Dunque, la storia di Giovanna, così come quella di altre sante e grandi donne del passato, è quasi incredibile e talvolta irreale, ma i fatti restano tali, le sue vicende sono rimaste impresse nei libri che il passato ha portato sino a noi e non potranno mai essere dimenticate, tanto meno ignorate, dalle generazioni future e da coloro che, come noi, resteranno a bocca aperta da tanta volontà, coraggio e dedizione, doti ormai rare nell’uomo di oggi.

Recensione scritta da Margherita Acs

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