Recensione Libro Gli ultimi giorni dei nostri padri

Si fermarono a qualche metro l’uno dall’altro, e si guardarono, fremendo di gioia. Fecero gli ultimi passi molto lentamente, per non sbagliare qualcosa. Non parlarono. In quel momento, le parole non avevano più senso. Poi si gettarono l’uno contro l’altro, si strinsero tra le braccia, guancia contro guancia, con gli occhi chiusi.
Recensione Libro Gli ultimi giorni dei nostri padri

Prezzo: € 20,00

Di cosa parla Gli ultimi giorni dei nostri padri di Joel Dicker

Dopo La verità sul caso Harry Quebert ci si aspettava da Joel Dicker un romanzo che seppur non fosse intrigante quanto il primo, per lo meno coinvolgesse, ma Gli ultimi giorni dei nostri padri è ben lontano dalle aspettative.

Uscito nelle librerie italiane a novembre 2015 per la casa editrice Bompiani, Gli ultimi giorni dei nostri padri cattura molto per il titolo e per l’argomento trattato. Il romanzo racconta della SOE, servizi segreti inglesi che agirono durante la Seconda Guerra Mondiale. Poco si sa della SOE e Joel Dicker pone l’accento su tutto ciò che neppure si può immaginare, ma al di là dell’argomento il libro ha ben poco da offrire per quanto riguarda la trama e la narrazione.

Questo romanzo è stato scritto prima de La verità sul caso Harry Quebert, ma è stato pubblicato dopo il grande successo di quest’ultimo. Forse è questo che ci trae in inganno, poiché paragonando i due romanzi Gli ultimi giorni dei nostri padri appare povero di emozioni.

Il libro è ambientato a Londra nel 1940. Churchill ha un piano geniale in testa per combattere il Nazismo tedesco e lo realizza creando la SOE, una squadra di servizi segreti che ha lo scopo di sabotare il nemico. La SOE sarà composta di persone insospettabili, gente comune presa tra la popolazione proveniente dai più diversi Paesi europei.

A fare parte di questo gruppo d’Intelligence c’è Paul-Emile, un ragazzo che lascia la sua città alla volta di Londra per far parte della Resistenza. Come lui tanti altri sono lì per contrastare il nemico comune, anche se ognuno di loro per motivi diversi o per esigenze differenti. Sono tutti giovani privi di esperienza, che dopo essere stati addestrati, dovranno ritornare ai loro Paesi per raccogliere la maggior parte delle informazioni e contrastare chi ha ideali da raggiungere con la violenza.

Basta leggere le prime trenta pagine del libro Gli ultimi giorni dei nostri padri per avere il quadro generale della situazione e solo con molta tenacia, per chi non è amante dei romanzi storici, si riesce a proseguire, poiché sembra di aver saputo già tutto ciò che c’era da conoscere.

Iniziano a presentarsi, man mano, attraverso racconti non proprio interessanti, i dieci ragazzi che hanno l’obiettivo di difendere i propri Paesi dal Nazismo. Si avrà modo di entrare nelle loro menti e capire cosa li abbia spinti all’azione, ma il tutto avverrà senza trovare la giusta sintonia con questi giovani.

Seppur il mio commento e la recensione non siano delle più rosee, c’è da dire che l’argomento può suscitare un certo interesse nei lettori che vogliono scoprire i retroscena della Storia europea, in questo caso sullo spionaggio inglese e il controspionaggio tedesco.

Sono certa che se alcuni abbandoneranno dopo poco questo libro, altri invece saranno coinvolti da una storia che i libri ancora non ci avevano raccontato.

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