Recensione Libro I pesci non chiudono gli occhi

L'infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero agli anni. Smette ma non succede niente, si sta dentro lo stesso corpo di marmocchio inceppato dalle altre estati, rimescolato dentro e fermo fuori.
Recensione Libro I pesci non chiudono gli occhi

Prezzo: € 7,00

Di cosa parla I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca

I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca è un libro che mette insieme tante piccole frasi che sembrano poesie e danno un senso profondo e intimo ad ogni pagina.

Erri De Luca racconta la storia di un uomo che cinquant’anni dopo riguarda il volto, le mani ed i pensieri di un bambino di dieci anni e va oltre l’immagine d’impatto.

Basta aggiungere uno zero all’uno, che l’età diventa per la prima volta a due cifre ed ecco che il gioco è fatto e sembra cambiare tutto. Dieci anni sono pochi per conoscere la vita, eppure il protagonista del libro I pesci non chiudono gli occhi si sente quasi un adulto.

A dieci anni il bambino sente il cambiamento, capisce che sta crescendo, ma il corpo che lo contiene resta uguale, non segue il suo istinto, non gli piace, rimane indietro rispetto al suo cammino. “A dieci si sta dentro un involucro che contiene ogni forma futura. Si guarda fuori da presunti adulti ma stretti in una taglia minima di scarpe.”

Sono trascorsi cinquant’anni e quell’uomo che si affrettava a crescere su una spiaggia dove gli era accaduto ciò che era necessario, ma anche qualcosa di troppo – come un avvento dell’abbondanza – riesce a stupirsi di fronte alla comprensione del verbo mantenere, che significa tenere per mano.

Il libro I pesci non chiudono gli occhi è una scoperta tenera continua, che ci racconta il minimo, ma il necessario sulla storia di un bambino che ricorda e dimentica, che ama ma vede nel termine amare qualcosa di irritante… “Era un dolciume obbligatorio per me indifferente alla pasticceria.”

Lo scrittore Erri De Luca sorprende e lascia spiazzati con delle frasi su cui non si può fare a meno di riflettere e ci insegna che “L’evidenza era un errore, c’era ovunque un doppio fondo e un’ombra.”

Tutto è poesia nei suoi libri…

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