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Recensione Libro “Il bambino con il pigiama a righe”

Recensione Libro “Il bambino con il pigiama a righe”

Citazione
“Bruno cercò di tornare alla lettura, ma aveva perso ogni interesse per quel libro, ormai. Rimase a guardare la pioggia e si chiese se anche Shmuel, dovunque fosse, stesse pensando a lui e se le loro conversazioni gli mancassero quanto mancavano a lui.”


Prezzo: € 10

Di cosa parla “Il bambino con il pigiama a righe” di John Boyne

Volendo raccontare banalmente “Il bambino con il pigiama a righe” verrebbe da dire che il libro parla di un uomo che lavora come comandante in un campo di concentramento e si trasferisce con la famiglia da Berlino in un piccolo posto desolato e abbandonato, per ubbidire agli ordini.
Volendo andare un po’ più a fondo verrebbe da aggiungere che siamo nel 1942, che c’è la guerra e una verità che piano piano si diffonde, quella dei lager, di gente che viene annientata nell’anima e nel corpo fino alla sopravvivenza, prima che giunga definitivamente la morte. Ma non è soltanto questo, c’è ancora qualcosa da aggiungere.

Volendo dirla tutta i protagonisti di questa storia potrebbero essere molti, non solo la guerra, ma anche il rapporto difficile tra genitori e figli che non si capiscono, anche il cambiamento che costringe un bambino ad andarsene dalla sua città per seguire il padre per un lavoro che a lui non è mai stato spiegato.
Questo libro è tante cose e una sola, è soprattutto la storia degli amici che si perdono andandosene e di quelli che si trovano arrivando.

Il protagonista principale di questo romanzo è un bambino, anzi sono due i bambini al centro di questo racconto, quello che sta al di là del filo spinato e quello che sta dall’altra parte, che pur essendo libero sente di dover entrare nel campo di concentramento per trovare in quel luogo di repressione e dolore la sua via d’uscita.
Certo si tratta di bambini che non sanno, a cui non viene spiegato, che non possono capire da soli, ragazzini che seguono l’istinto, che si accontentano di poco, giocando con quello che trovano, amando nella maniera più pura possibile.

Un romanzo che prende spunto da una realtà recente, quella del nazismo, ma poi si distacca completamente dalla storia comune e cerca di arrivare al cuore delle persone, di questi due bambini che si trovano nel dolore ed hanno bisogno l’uno dell’altro, che si danno appuntamento vicino al filo spinato, ad un passo dall’altro, ma costretti ad essere separati da quella linea arrugginita, fino al grande gesto, quando il bambino libero, che vive al di fuori, decide di entrare nel campo di concentramento per andare incontro all’amico e alla sua nuova vita e non il contrario, come sarebbe pensabile per un qualsiasi uomo.

Chi è John Boyne

Nasce in Irlanda nel 1971. Ha studiato scrittura creativa ed ha studiato al Trinity College di Dublino e all’Università dell’East Anglia a Norwich. In Italia ha pubblicato con Bur “Il bambino con il pigiama a righe” da cui è stato tratto l’omonimo film.

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