Recensione Libro Il codice da Vinci

L'aggressore puntò di nuovo la pistola. - Scomparso lei, sarò il solo a conoscere la verità -. - La verità...se morrò la verità andrà persa per sempre - .
Recensione Libro Il codice da Vinci

Prezzo: € 12,00

Di cosa parla Il codice da Vinci di Dan Brown

Nel thriller Il codice da Vinci di Dan Brown la scena si apre dalle prime battute del romanzo con il corpo nudo di Jacques Saunière, il curatore del Louvre, morto, steso per terra in una sala del museo, che si trova nella stessa posizione dell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci.

Prima di morire Saunière è riuscito, appendendosi a un quadro di Caravaggio, a far scattare l’allarme e a bloccare il suo inseguitore.

I primi soccorritori si trovano dinanzi a quest’uomo anziano spogliato e riverso per terra in una posizione che richiama subito alla mente l’opera di da Vinci. Oltretutto, Saunière, sembra aver lasciato un messaggio in codice composto da alcune parole, dei numeri e il nome di Robert Langdon.

Langdon è uno studioso di simbologia che, avendo proprio quel giorno un appuntamento con il curatore del museo, diventa il primo sospettato. Ma lui è anche l’unico che capisce che dietro quelle lettere e quei numeri lasciati dal curatore, c’è un messaggio pericoloso che deve essere interpretato.

L’indagine per trovare il colpevole sembra infatti solo mascherare un progetto più grande, perché dietro quei simboli lasciati da Saunière, si cela un segreto rimasto intatto nei secoli.

Con il procedere dell’indagine, in cui Landgon è aiutato dalla nipote del curatore, si delineano sempre di più le cose, i tasselli sembrano coincidere e formare un’immagine sempre più nitida, fino a che si arriva a una scoperta che destabilizza i protagonisti: Leonardo da Vinci nascondeva, con degli enigmi celati nei suoi dipinti, un codice segreto.

La chiave di lettura di tutto il romanzo sembra essere quella incentrata sui Templari e sul Santo Graal, la coppa utilizzata nell’ultima cena da Gesù. Quello che prende forma addentrandosi nella lettura del libro è l’idea che la Chiesa ha cercato, in tutti questi secoli, di nascondere la verità, perché la diffusione di alcune notizie avrebbe potuto minare le basi stesse del Cristianesimo.

Così ciò che è stato occultato per tanto tempo, sembra essere scritto tra le linee e le pennellate de La Gioconda e ne L’ultima cena. Ma il segreto deve essere interpretato e il gioco del detective diventa sempre più difficile e pericoloso.
Resta però un dubbio richiamato alla mente dall’immagine di Monna Lisa nell’opera di Leonardo: perché sorride?

Il codice da Vinci è un thriller che ha riscosso un successo che sembra ineguagliabile, ma molte sono state le critiche mosse dagli storici, che trovano tante incongruenze, fatti non documentati e notizie che non corrispondono al vero. Così come molte sono state le critiche di coloro che hanno visto in questo romanzo la copia di alcune parti di altri libri, che accusavano lo scrittore di plagio.

Non manca ovviamente l’indignazione del mondo cattolico che non accetta la messa in discussione del Vangelo e di ciò che significa la religione.

Ma al di là di tutto questo, c’è da dire che Dan Brown ha scritto un buon libro e ha aperto la porta a un genere che solo in questi ultimi anni si sta affermando su larga scala, facendo appassionare alle sue storie sempre piene di pathos e indizi da interpretare, lettori in tutto il mondo.

Probabilmente Il codice da Vinci di Dan Brown deve essere visto semplicemente come un romanzo, un’invenzione, un thriller che non ha nessuna pretesa, se non quella di tenere incollati al libro e perché no, spingere anche ad una riflessione personale sul mondo cattolico e artistico.

Dal libro è stato tratto l’omonimo film di successo nel 2006 di Ron Howard.

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