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Recensione Libro “Il diario perduto di Jane Austen”

Recensione Libro “Il diario perduto di Jane Austen”

Citazione
“Perché io senta questo improvviso bisogno di fissar sulla carta una relazione della natura intima, che mai ho confessato prima, non saprei dirlo. Forse è questa esasperante malattia, che da qualche tempo sempre più spesso mi tormenta – ricordandomi con insidiosa insistenza che sono mortale – a spingermi a registrare qualcosa di quello che avvenne, in modo che non ne svanisca la memoria nei recessi della mia mente e da qui sparisca per sempre, fugace ed effimero come un fantasma nella nebbia.”


Prezzo: € 17,50

Di cosa parla “Il diario perduto di Jane Austen”

Una delle scrittrici più conosciute e affermate del secolo scorso per il suo fare rivoluzionario, sia nella vita che nelle opere, viene raccontata attraverso la penna magistrale di Syrie James ne “Il diario perduto di Jane Austen”.

Una storia, che nonostante sia un romanzo e non come può sembrare una biografia, riesce a descrivere fedelmente le vicende più importanti che hanno segnato il percorso della scrittrice. Lo stile si rifà molto a quello di Jane Austen, la stessa ironia, la stessa passione e attenzione nella ricerca delle parole; sembra quasi di ritrovarsi tra le pagine di un suo libro. Sarà per le descrizioni dei paesaggi inglesi da lei tanto amati, le confidenze tra le sorelle, le relazioni che vengono alla luce frequentando il mondo aristocratico con le sue contraddizioni e le sue peculiarità, la puntigliosità delle parole che spezzano il linguaggio elitario dell’Ottocento, tutto appare simile agli scritti di Jane Austen. Sembra quasi di ritrovarsi in un suo racconto, tanto che appare difficile credere che quello che viene riportato ne “Il diario perduto di Jane Austen” è riconducibile alla realtà, ma non è del tutto veritiero, poiché i dialoghi, così come alcune relazioni e gli sguardi su quella società, sono solo ispirati a ciò che avvenne in quegli anni nella famiglia Austen.

Quello che viene di più alla luce in questo romanzo, non è solo l’amore per la scrittura, che la protagonista vive come un’esigenza – per riuscire a far dire ai personaggi quello che lei racconterebbe e per farli agire come lei farebbe, quasi come fosse un Dio – ma anche un altro tipo di amore, probabilmente della stessa profondità, che però è rimasto sempre celato, intimo come un segreto: quello per un gentiluomo inglese che la corrispose, ma con cui non riuscì ad avere un rapporto di coppia e che ha segnato talmente la sua personalità da farle decidere di non sposare nessun altro uomo. E’ amabile il modo in cui viene raccontato il rapporto di Jane con la sorella Cassandra, così come è commuovente il legame che la scrittrice visse con il padre, morto quando lei era molto giovane. E’ seducente l’ingresso nella vita privata della scrittrice, che ebbe vari rifiuti dalle case editrici prima di vedere pubblicate le sue opere, quelle che nel tempo hanno contribuito ad una piccola rivoluzione nel modo d’intendere il romanzo al femminile.

Chi è Syrie James

Originaria di New York si è però subito trasferita con la famiglia in California, perché il padre non amava passare il tempo a spalare la neve. Dopo aver lavorato come sceneggiatrice ha leggermente cambiato rotta per dedicarsi alla scrittura.Il diario perduto di Jane Austen” è il suo primo romanzo. Tra le sue passioni ci sono il teatro, i giochi di società e le passeggiate.

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