Recensione Libro Il giorno prima della felicità

I suoi racconti diventavano miei. Riconoscevo da dove venivo, non ero figlio di un palazzo, ma di una città. Non ero un orfano di genitori, ma la persona di un popolo... Ero uno di Napoli, per compassione, collera e per vergogna di chi arriva a nascere.
Recensione Libro Il giorno prima della felicità

Prezzo: € 12,90

Di cosa parla Il giorno prima della felicità di Erri De Luca

Qual è il giorno prima della felicità?
Quello che ci anticipa la venuta di un amore o il giorno seguente, quando quella sensazione l’abbiamo già vissuta?
È quello che precede la fine della guerra o il giorno successivo, quando si inizia ad essere consapevoli che qualcosa sia cambiato e che il dolore è alla resa dei conti?

Forse è di tutto questo un po’ nel romanzo Il giorno prima della felicità di Erri De Luca, o forse questa è solo un’interpretazione e c’è dell’altro, molto di più ad arricchire un libro denso di emozioni.

Il protagonista è un bambino che rincorrendo il pallone mentre gioca a calcio trova un nascondiglio e assieme a quel luogo cupo una storia, quella della guerra, dei tedeschi e delle persecuzioni, ma anche quella raccontata da don Gaetano, il portiere di un palazzo, che lo adotta e gli trasmette tutte le sue conoscenze, i ricordi e l’affetto.

E poi nel libro Il giorno prima della felicità c’è una storia d’amore, una di quelle che ti segnano l’infanzia con la speranza che non sia solo un sogno ad occhi aperti, e che da grande diventa sofferenza, passione e regolamento di conti. Perché la felicità bisogna conquistarsela, come la città dal suo invasore, come i napoletani hanno fatto insorgendo contro il nemico. E poi la felicità ci può sfuggire, non sempre si capisce la sua venuta e si vive il suo godimento, per questo è necessario prendersene cura.

Sullo sfondo delle vicende – raccontate magistralmente da un portinaio che ha visto tutto e non si è ancora riempito gli occhi – animata da personaggi dalle strane peculiarità, c’è una Napoli che non smette di sorprendere con le sue tante avventure, lacrime e rinascite.

Uomini e donne urlano, si fanno sentire, tacciono, ridipingono la storia con la loro fantasia, e il ragazzino si nutre dell’ossigeno della città, respira persino la polvere, raccoglie tutto quello che non ha potuto provare in prima persona ma gli è stato descritto dal suo amico portinaio, che ha rischiato la vita pur di nascondere un ebreo dai tedeschi “perché in guerra la gente tira fuori il peggio e pure il meglio”.

Il giorno prima della felicità è un romanzo che ha un lato scettico e uno romantico, ha insita la speranza e la voglia di ricominciare, e merita di essere letto per la purezza di spirito con cui è stato scritto, con tutto il coinvolgimento possibile, non lasciando indenne di emozioni chi incappa nelle sue pagine.
Un Erri De Luca degno di nota.

Hai qualcosa da aggiungere a questa recensione? Lascia un commento!