Recensione Libro “Il giorno prima della felicità”
Erri De Luca
Citazione
“I suoi racconti diventavano miei. Riconoscevo da dove venivo, non ero figlio di un palazzo, ma di una città. Non ero un orfano di genitori, ma la persona di un popolo… Ero uno di Napoli, per compassione, collera e per vergogna di chi arriva a nascere”.
Di cosa parla “Il giorno prima della felicità” di Erri De Luca
Qual è il giorno prima della felicità?
Quello che ci anticipa la venuta di un amore o il giorno seguente, quando quella sensazione l’abbiamo già vissuta?
E’ quello che precende la fine della guerra o il giorno successivo, quando si inizia ad essere consapevoli che qualcosa sia cambiato e che il dolore è alla resa dei conti?
Forse è di tutto questo un po’ nel romanzo di Erri De Luca, o forse questa è solo un’interpretazione e c’è dell’altro, molto di più ad arricchire un libro denso di emozioni.
E poi c’è una storia d’amore, una di quelle che ti segnano l’infanzia con la speranza che non sia solo un sogno ad occhi aperti, e che da grande diventa sofferenza, passione e regolamento di conti. Perchè la felicità bisogna conquistarsela, come la città dal suo invasore, come i napolentani hanno fatto insorgendo contro il nemico. E poi la felicità ci può sfuggire, non sempre si capisce la sua venuta e si vive il suo godimento, per questo è necessario prendersene cura.
Sullo sfondo delle vicende – raccontate magistralmente da un portinaio che ha visto tutto e non si è ancora riempito gli occhi – animata da personaggi dalle strane peculiarità, c’è una Napoli che non smette di sorprendere con le sue tante avventure, lacrime e rinascite.
Uomini e donne urlano, si fanno sentire, tacciono, ridipingono la storia con la loro fantasia, e il ragazzino si nutre dell’ossigeno della città, respira persino la polvere, raccoglie tutto quello che non ha potuto provare in prima persona ma gli è stato descritto dal suo amico portinaio, che ha rischiato la vita pur di nascondere un ebreo dai tedeschi “perché in guerra la gente tira fuori il peggio e pure il meglio”.
Un romanzo che ha un lato scettico e uno romantico, ha insita la speranza e la voglia di ricominciare, e merita di essere letto per la purezza di spirito con cui è stato scritto, con tutto il coinvolgimento possibile, non lasciando indenne di emozioni chi incappa nelle sue pagine.
Un Erri De Luca degno di nota.
Leggi la recensione del libro “Montedidio” e l’intervista di Erri De Luca
Chi è Erri De Luca
Nato a Napoli nel 1950. Trasferitosi a Roma, negli anni ‘70 fa parte del movimento dell’estrema sinistra di Lotta Continua. Svolgerà vari lavori, magazziniere, camionista, muratore e ha condotto convogli umanitari a destinazione dei bosniaci durante la guerra dell’ex Jugloslavia. Il suo primo romanzo “Non ora, non qui” è stato pubblicato nel 1989. Collabora con diversi giornali, tra cui “La Repubblica” e “Il manifesto”. Ha scritto vari romanzi tra cui “Una nuvola come tappeto”, “In nome della madre”, “Aceto, arcobaleno”, “Tu, mio”, “Montedidio”, “Il peso della farfalla”.
Chi è Erri De Luca
Nato a Napoli nel 1950. Trasferitosi a Roma, negli anni ‘70 fa parte del movimento dell’estrema sinistra di Lotta Continua. Svolgerà vari lavori, magazziniere, camionista, muratore e ha condotto convogli umanitari a destinazione dei bosniaci durante la guerra dell’ex Jugloslavia. Il suo primo romanzo “Non ora, non qui” è stato pubblicato nel 1989. Collabora con diversi giornali, tra cui “La Repubblica” e “Il manifesto”. Ha scritto vari romanzi tra cui “Una nuvola come tappeto”, “In nome della madre”, “Aceto, arcobaleno”, “Tu, mio”, “Montedidio”, “Il peso della farfalla”.




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