Recensione libro “Il pescatore di Tridacne”

Lasciare una zolla di terra senza aver trovato nulla che lo conducesse a lei, lo scaraventava in uno sconforto senza consolazione, con la convinzione che quel viaggio era del tutto inutile, perchè lei non lo aveva mai intrapreso.
Recensione libro “Il pescatore di Tridacne”

Prezzo: € 12,00

Di cosa parla “Il pescatore di Tridacne” di Ornella Gatti

“Il pescatore di Tridacne” è il primo romanzo di Ornella Gatti, e racconta la storia di Mark, un pescatore solitario in giro per il mondo alla ricerca della donna che lo ha abbandonato dieci anni prima.

Mark è un ricercatore che vaga per i mari con la sua barca per tentare di ritrovare la sua amata Lory e, nel frattempo, raccoglie esemplari di Tridacne, la bellissima conchiglia che vive negli abissi per spedirle agli istituti di ricerca di tutto il mondo. Il protagonista del romanzo della Gatti è un uomo che convive con un dolore profondo: non riesce a spiegarsi perché Lory, la sua compagna, se n’è andata via senza dargli neanche una spiegazione.

Il dolore di Mark è ancora più intenso perché si rimprovera di essere stato troppo superficiale nel rapporto con lei, di non esserle stato sufficientemente vicino quando, tra mezze parole imbarazzate e molti silenzi, aveva provato a confessarle qualcosa.

Come in un marino inferno dantesco il pescatore di Tridacne si costringe a vagare senza sosta e senza meta alla ricerca della sua amata, affidando al mare le poesie di Lory, sperando che almeno lui possa portargliele. Mark, infatti, ricopia le poesie che lei ha lasciato dovunque sulla sua barca, e le inserisce, chiuse in provette di vetro, all’interno di conchiglie che poi abbandona sul fondo del mare, confidando nelle correnti.

Il romanzo “Il pescatore di Tridacne” ha un solo protagonista, i dialoghi sono ridotti all’osso ed è ambientato in uno spazio piccolo come la barca di Mark, ma nonostante questo non annoia, si lascia piacevolmente leggere e mantiene un buon ritmo. Cede appena il passo quando Mark legge una fiaba trovata in alcuni dischetti nascosti, forse dilungandosi troppo, ma è un romanzo dai toni morbidi e si lascia apprezzare soprattutto per la delicatezza con cui si descrive la monotonia delle azioni del protagonista.

Ornella Gatti riesce a combinare molto bene il ritmo del romanzo con quello delle poesie che irrompono – ma non interrompono – la narrazione. Un bel romanzo breve, una favola tenera dai risvolti tragicamente amari che racconta come spesso ci si accorga troppo tardi di aver distrutto un sogno, magari non facendo nulla di straordinario, ma vivendo semplicemente ogni giorno con troppa leggerezza.