Recensione Libro “Il peso della farfalla”
Erri De Luca
Citazione
“L’uomo aveva assistito a duelli di camosci di altri branchi. Ammirava la loro lealtà, mai due contro uno. Lui portava nel fianco il taglio di un coltello traditore…Gli uomini hanno inventato i minuziosi codici ma appena c’è occasione si azzannano senza legge.”
Di cosa parla “Il peso della farfalla” di Erri De Luca
Un camoscio ha perso tutto, sua madre è stata uccisa da un cacciatore ed ora lui vorrebbe rivendicare questa perdita che ha dovuto subire, ma è diventato il re dei camosci e deve gestire il suo branco, evitare spargimenti di sangue, prendersi cura delle femmine.
L’uomo lascia il suo odore forte, la sua impronta, si fa percepire, si può sentire persino il suo rumore, nonostante si muova con discrezione ed eviti qualsiasi gesto brusco. L’uomo, il ladro di bestiame, in fondo non è cattivo, e quando deve uccidere lo fa con un sol colpo, non lascia che l’animale si trascini ferito. E capisce quando bisogna fermarsi.
Il romanzo “Il peso della farfalla” dello scrittore partenopeo Erri De Luca, può sembrare una favola, forse per i personaggi che sono chiamati ad agire in questo racconto, ma in fondo non lo è, è una storia autentica, densa di significato che sembra ritrarre l’anima dell’uomo, ma anche quella del camoscio.
In un territorio suggestivo, calpestando foglie e guardando oltre la luce che filtra dai rami, viene descritta, egregiamente, la vita del branco e quella degli uomini, che tendono a volte ad assomigliarsi, nonostante la distanza abissale tra le due realtà.
Ma farfalla che ruolo ha, cosa c’entra? Vi starete chiedendo! Lei è la terza anima di questa storia, quella che se ne sta più in disparte. Lei ha un peso inesistente, soprattutto su un corpo possente come quello del camoscio, eppure riesce a lasciare un segno, la sua impronta, il suo passaggio, dando un significato a ciò che tocca. Così da terzo incomodo, la farfalla diventa il fulcro del racconto, l’approccio giusto per comprendere il significato di questo libro.
Perché l’esistenza tende ad aggrovigliare i suoi fili, fino a che non si distingue più la fine e l’inizio, fino a che un corpo ed un altro, da separati che erano in partenza, diventano un’unica cosa, indistinguibili. E’ forse questo il senso delle relazioni?
Chi è Erri De Luca
Nato a Napoli nel 1950. Trasferitosi a Roma, negli anni ‘70 fa parte del movimento dell’estrema sinistra di Lotta Continua. Svolgerà vari lavori, magazziniere, camionista, muratore e ha condotto convogli umanitari a destinazione dei bosniaci durante la guerra dell’ex Jugloslavia. Il suo primo romanzo “Non ora, non qui” è stato pubblicato nel 1989. Collabora con diversi giornali, tra cui “La Repubblica” e “Il manifesto”. Ha scritto vari romanzi tra cui “Una nuvola come tappeto”, “In nome della madre”, “Aceto, arcobaleno”, “Tu, mio”, “Montedidio”, “Il peso della farfalla”.

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