Recensione Libro “Incubi dal nuovo millennio”

Ascoltava il battito del suo cuore che lentamente decelerava, mentre la sua mente cercava di cancellare i ricordi del sogno. Ma era come usare una gomma per il tratto di una penna: puoi riuscire a cancellare l’inchiostro, ma non il solco lasciato nel foglio.
Recensione Libro “Incubi dal nuovo millennio”

Di cosa parla “Incubi dal nuovo millennio” di Aaron Scott

Avevamo già avuto il piacere di leggere nel 2010 la prima raccolta di racconti horror di Aaron Scott, “Racconti Oscuri”, ora a distanza di qualche anno conosciamo il suo secondo lavoro “Incubi dal nuovo millennio”, che raccoglie dieci storie che mettono i brividi.

Sono molti i temi trattati in questa raccolta di racconti e non c’è solo horror, ma anche eventi significativi e angosciosi del nuovo millennio, così come la narrazione di fatti di cronaca nera.

Il genere da incubi di cui i parla Aaron Scott non è adatto a un pubblico debole, perché i brividi vengono davvero leggendo “Incubi del nuovo millennio”. E alla fine sarà difficile tornare alla realtà senza portarsi dietro una parte di sospetto e inquietudine assorbiti dalla lettura del libro.

Presenze inquietanti si mescolano alle ombre facendo sentire la loro presenza, incubi si ripresentano senza svelare la loro origine, un’anima non vuole abbandonare il corpo morto di un bambino, un citofono suona costantemente e tutte le notti alla medesima ora: sembra non esserci scampo per chi preferirebbe la tranquillità.

Questi sono solo alcuni frammenti delle storie che Aaron Scott racconta nel libro “Incubi dal nuovo millennio”, ma c’è ben altro in questa raccolta di racconti: c’è il terrore, il tormento, l’angoscia e il pathos.

La cosa che più insinua paura leggendo i racconti di Aaron Scott è che tra la realtà e la finzione non esiste un confine netto, ma spesso si fondono, in alcuni casi si toccano soltanto, ma sempre danno luogo a scene da incubo. Ma come dice l’autore stesso nella prefazione “spesso la realtà fa molta più paura di qualsiasi racconto o romanzo mai scritto.”

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