Ingannevole è J.T. Leroy più di ogni cosa

J.T. Leroy non esiste. Ma le storie che ha scritto sono su carta, tenute strette da altri libri che ne coccolano la copertina. J.T. Leroy è il personaggio che la scrittrice Laura Albert s'è inventato per impressionare ulteriormente i suoi lettori, ma le emozioni che ha smosso in chi ha letto quei libri sono reali.
Ingannevole è J.T. Leroy più di ogni cosa

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Di cosa parla Ingannevole è il cuore più di ogni cosa di J.T. Leroy

J.T. Leroy non ha affatto avuto la difficilissima vita di cui diceva di raccontare nei romanzi Sara e Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, non ha vissuto la sua infanzia con una madre minorenne, prostituta e adolescente. E come avrebbe potuto, se J.T Leroy non è mai esistito!

Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza. Succede che nel 1999, esce un libro intitolato Sara in cui si racconta la vita di un giovane scambiato per una ragazzina, figlio di una prostituta. Succede che il libro è un successo planetario e che il suo autore dichiara essere una storia autobiografica. Nasce così, il mito di J.T. Leroy.

L’adolescenza violata trattata sia nella sua opera prima, che nel suo secondo romanzo Ingannevole è il cuore più di ogni cosa (portato sul grande schermo da Asia Argento, regista ed interprete), fa nascere un grande affetto per il piccolo protagonista del libro che nelle interviste, non si risparmia particolari scioccanti sulla sua vita.

Ma poi accade qualcosa: J.T. Leroy, in realtà si chiama Laura Albert, e fino a qui non è chissà quale grande notizia, molti scrittori utilizzano uno pseudonimo per le loro pubblicazioni. Il problema è che neanche tutte le disavventure di Leroy sono mai esistite. Laura Albert non ha, per sua fortuna, subito le tremende violenze che il protagonista delle sue storie è costretto a superare.

Nel grande inganno targato Leroy, Laura Albert coinvolge anche sua cognata Savannah Knoop che, protetta da parrucche e grandi occhialoni, si presentava nelle vesti dello scrittore ai rari incontri pubblici concessi in questi anni.

Una volta scoperto l’inganno, la Albert ha dichiarato di aver inventato questo stratagemma, per impressionare Dennis Cooper, noto scrittore di romanzi scabrosi, che le ha aperto le porte del successo, dal quale temeva di essere rifiutata se si fosse presentata con la sua “vita normale”.

Nel 2007, i giudici di Manhattan hanno condannato per frode Laura Albert, e qui nasce una domanda quanto meno legittima. J.T. Leroy non esiste, e di questo ne siamo tutti felici: sarebbe da sadici non essere sollevati sapendo che un bambino non ha dovuto passare l’infanzia tremenda descritta nei racconti.

Ma se la penna della Albert/Leroy ha emozionato così tanta gente, rendendola partecipe di un fatto di cronaca, non successo al bambino del romanzo, ma potenzialmente possibile nella società in cui viviamo, bisogna proprio condannarla?

Laura Albert s’è inventata un personaggio a cui far raccontare le sue storie: ci ha guadagnato tanti soldi, questo è vero, ma alzi la mano chi ha letto Ingannevole è il cuore più di ogni cosa e non ci ha guadagnato una sferzata di emozioni sincere e devastanti.

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