Recensione Libro.it intervista Claudio Ciccarone

L'autore del romanzo La Bilbiotecaria - La vera storia di Marta la tarma, Claudio Ciccarone, racconta il suo libro e tutto il suo mondo.
Recensione Libro.it intervista Claudio Ciccarone

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Intervista a Claudio Ciccarone

Nel suo libro La bibliotecaria – la vera storia di Marta la tarma non si parla solo di una tarma che si nutre di cultura anziché di rifiuti, ma si toccano vari argomenti che descrivono perfettamente la società, ed in particolar modo le difficoltà dell’uomo di fare qualcosa per risalire dalle cattive acque. Quali sono le azioni che secondo lei possiamo muovere per migliorare l’ambiente in cui viviamo?

Sono pessimista. La Terra è sull’orlo del baratro. Non so se i nostri nipoti avranno aria da respirare, cibo sano di cui nutrirsi. Mi sembra assurdo che l’uomo perseveri nella sua azione distruttrice, che chi gestisce il potere non si interessi del futuro ma solo dei propri tornaconti immediati. Egoismo puro, che travalica anche l’amore per i figli, il proprio sangue.

Che fare, allora?

Credo che il dialogo sia l’unica arma per sperare in un cambiamento. Internet è fondamentale, e già qualcuno pensa come controllarlo, come fanno per tv e radio. Anche i libri, come tutti i mezzi di comunicazione sono importanti. Dialogo, confronto. Ecco.

Crede sia più facile arrivare al pubblico, anche adulto, attraverso le favole che, paradossalmente, sono più dirette e meno contorte rispetto ad un romanzo di “protesta”?

Le favole, le metafore, hanno il pregio di intrufolarsi nei sentimenti con delicatezza, sono capaci di smuovere le coscienze senza irritare. L’uomo a volte è come un bambino: se cerchi di forzarlo, si intestardisce e ti rifiuta; ma quando lo immergi nell’aura delle sensazioni, allora ti ascolta, e si ricorda.

Claudio Ciccarone sta lavorando ad un nuovo progetto editoriale? Ci può anticipare qualcosa?

Sto scrivendo, sì. Sto scrivendo di me, scrivo per ricordare, per star meglio. Racconto per necessità, una sorta di autoanalisi. Non è un progetto editoriale, è uno scrivere senza pensare allo scopo. Scrivo di mattina, appena sveglio, anche poche righe.
Intanto, sulla tastiera del computer, naviga anche un romanzo molto complicato. Capitoli su capitoli, intrecci e intrighi, amore e odio. Non desidero che la scrittura diventi un impegno gravoso, ma queste pagine serali mi intrigano, è una sfida a me stesso, al mio modo di raccontare. Anche questa volta, il cattivo è l’uomo.

Un libro che l’ha colpita positivamente e si sente di consigliare ai lettori?

Domanda difficile. Sono tantissimi i libri che mi hanno emozionato, che mi hanno fatto piangere e ridere, che hanno incollato gli occhi alle pagine per una notte intera, fino all’alba… e la mattina dovevo andare al lavoro…
Un libro da consigliare? Devo sceglierne uno? Ci sto provando… ma penso a un libro, e subito si offende un altro. “Ma come, e io che ti ho fatto piangere?”… un frontespizio mi guarda torvo: “Bastardo, ti sei scordato di me?”… Un volume sbatte le copertine: “Non mi guardare più in pagina!”.
Impossibile fare una scelta: quelli sono tomi, si offendono.

Un romanzo che l’ha delusa?

Un romanzo che mi ha deluso? Il rifiuto del Vaticano di avallare la proposta della Francia alle Nazioni Unite per la depenalizzazione dell’omosessualità in tutti i Paesi del mondo, appoggiando implicitamente le novantuno nazioni che ancora oggi puniscono con la reclusione, la tortura e la pena di morte chi si macchia dell’onta di essere “diverso”.

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