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Recensione Libro.it intervista Gianrico Carofiglio

Recensione Libro.it intervista Gianrico Carofiglio &

“Non abbiamo abbastanza spazio per elencare tutti i romanzi che ho abbandonato dopo le prime pagine. Mi godo molto di più la lettura da quando ho imparato ad abbandonare i libri brutti o anche, semplicemente, i libro che non piacciono a me.”

Con la Casa editrice Sellerio ha pubblicato tre gialli il cui protagonista Guerrieri, è un avvocato che si pone al servizio della giustizia. “Ragionevoli dubbi” è stato l’ultimo libro in cui vengono raccontate le avventure di Guerrieri. A cosa è dovuta questa scelta?

Devo dire innanzitutto che io non definirei “gialli” i romanzi dei quali è protagonista Guerrieri. Se proprio volessimo utilizzare un’etichetta di genere potremmo forse parlare di “legal thriller”. La nascita e l’evoluzione di questo personaggio (come spesso accade) non sono state il frutto di una scelta. Il personaggio è nato ed è cresciuto (nella mia testa prima, e nelle pagine poi) in modo abbastanza indipendente dalla mia volontà.

Possiamo rassicurare i lettori dicendo che i casi dell’avvocato Guerrieri non finiscono qui, o dobbiamo escludere un ritorno ai gialli giudiziari?

(Sorride) – L’anno prossimo, se tutto va per il verso giusto, uscirà un nuovo romanzo con l’avvocato Guerrieri.

Dal suo romanzo “Il passato è una terra straniera” è stato tratto un film proiettato al cinema proprio in questi giorni. Il film è legato ai sentimenti riportati nel libro, o trova ci siano ritocchi che lo abbiano “rivoluzionato”?

Trovo che sia un buon film anche se molto diverso dal libro. Del resto non è mai una buona cosa se un film tratto da un romanzo assomiglia troppo all’originale.

Nel suo ultimo romanzo “Né qui né altrove” possiamo dire che la protagonista sia Bari, la sua città d’origine, che fa da sfondo alle vicende di tre vecchi amici che in una notte ripercorrono strade e ricordi. Crede di essere stato fedele nel riportare la realtà del luogo, o il coinvolgimento emotivo l’ha condizionata in qualche modo?

La risposta è sì a tutte e due le domande. Credo di essere stato fedele nel raccontare il luoghi e al tempo stesso credo di averli interpretati emotivamente, trasformandoli quasi in personaggi metaforici della storia.

Il libro che da lettore consiglierebbe?

Molti, naturalmente. Oggi dico “La versione di Barney”.

C’è un romanzo che ha abbandonato dopo le prime pagine?

(Ride) – Non abbiamo abbastanza spazio per elencare tutti i romanzi che ho abbandonato dopo le prime pagine. Mi godo molto di più la lettura da quando ho imparato ad abbandonare i libri brutti o anche, semplicemente, i libri che non piacciono a me.

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