Recensione Libro.it intervista Andrea Costantin autore del libro “Il silenzio delle stelle”

Intervista allo scrittore autore del libro "Il silenzio delle stelle".
Recensione Libro.it intervista Andrea Costantin autore del libro “Il silenzio delle stelle”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il tuo libro.
Vorrei soltanto dire ai gentili lettori che mi sono impegnato molto, nella speranza che ognuno di loro possa provare emozioni diverse leggendo questo libro. E infatti esso stesso è diviso in tre parti: poesie che parlano all’anima, storie d’azione, drammatiche e horror, trattate con equilibrio e un po’ di ironia.

2. Dovendo riassumere in poche righe la trama dell’opera “Il silenzio delle stelle” cosa diresti?
È difficile da dire: questo libro affronta situazioni e tematiche differenti. Posso dire però che c’è un comune denominatore tra le storie e le poesie. Le storie parlano – soprattutto quelle della seconda sezione – di individui che non riescono a coltivare rapporti di amicizia o sentimentali col prossimo, ma che riescono a bilanciare questo “scompenso” tirando fuori una straordinaria forza d’animo che li porta, nonostante tutto, ad avvicinarsi agli altri, ad aiutarli e proteggerli. Anche nelle liriche più delicate o in quelle più romantiche o in quelle più cupe troviamo un richiamo, un ritorno a un “porto di quiete”, a un qualcosa che si ha dentro di sé che permette di affrontare e superare le proprie angosce, tristezze e solitudini.

3. Il libro si divide in tre parti: un poliziesco, un dramma psicologico e per finire una raccolta di poesie. Come mai hai deciso di fondere stili e tecniche diverse in quest’opera?
Perché mi piace affrontare tematiche sempre nuove, fare cose sempre nuove e diverse. In questo modo spero di andare incontro ai gusti del lettore, ed è anche un modo per accontentare me stesso. Altrimenti credo che mi annoierei.

4. Cosa vorresti che il lettore cogliesse entrando in contatto con le parole del tuo libro?
Mi piacerebbe che il lettore cogliesse lo stile asciutto e dinamico che caratterizza le prime due sezioni del libro: uno stile cinematografico che va dritto al punto, senza troppe parole o frasi superflue che appesantiscono il testo, permettendo così che il lettore non si annoi o pensi ad altro. Il lettore dovrebbe lasciarsi coinvolgere dall’azione e dal sentimento di giustizia dell’ex commissario Savelli, lasciarsi coinvolgere emotivamente dalla sezione di “Viaggi Organizzati” e poi dalla leggerezza e drammaticità delle liriche de “Il silenzio delle stelle”.

5. Il romanzo “Il silenzio delle stelle” sembra voler descrivere il declino di una società piegata dai problemi. C’è uno sguardo attento alla realtà in questa storia? Hai raccontato il mondo in cui viviamo, oppure si tratta d’invenzione?
Direi che fotografa – soprattutto nella seconda sezione – il dramma psicologico, sociale e umano di personaggi che vivono ai margini di una società difficile e gravata dalla crisi economica. Quindi sì, questi personaggi si muovono sullo sfondo o nella “cornice” di una società in crisi economica.

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?
Se devo essere sincero, non ce n’è uno. Volevo scrivere qualche testo per una canzone e provare a interpretarlo, ed è venuta fuori una poesia! Volevo scrivere una sceneggiatura drammatica e d’azione, e sono venute fuori delle storie per la narrativa. Se proprio devo citare un titolo che mi ha impressionato, però, faccio presto: Arancia Meccanica di Anthony Burgess.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?
Preferirei non rispondere, non mi sembra elegante. E poi i libri brutti chi se li ricorda? Ne leggi al massimo 40 pagine, poi passi a un altro e non ci pensi più.

8. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…
Molto Marzulliana, come cosa. La domanda è: Come hai pensato alla “ Banda del Nano”? Ho pensato a dei personaggi che, anche attraverso le loro debolezze, in qualche modo possano farci identificare con loro. C’è l’invidioso, quello che soffre di manie di persecuzione, il fissato con il fitness, quello leale nei confronti del gruppo… Personaggi disperati e quasi caricaturali, azzarderei anche da fumetto, che cercano di risollevarsi compiendo delle rapine. Salvo poi, naturalmente, pagarne il prezzo e stare peggio di prima.

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