Recensione Libro.it intervista Andrea Costantin autore del libro Brazer

Intervista allo scrittore Andrea Costantin.
Recensione Libro.it intervista Andrea Costantin autore del libro Brazer

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Brazer di CostantinIntervista ad Andrea Costantin

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro Brazer cosa diresti?

Il libro affronta il tema della lotta tra bene e male. Lo scenario post-atomico, una nuova società che si approfitta dei più deboli, il pericolo che viene dal cielo – gli invasori alieni del Pianeta Purpureo – e un ragazzo solo, a bordo del robot da combattimento “Brazer” (inventato da scienziati buoni e ribelli al sistema), che si batte per salvare la Terra.

2. Da dove nasce l’ispirazione che ti ha indotto a raccontare questa storia ambientata in un futuro imprecisato in cui si lotta contro la tirannia e il potere del Governo Centrale?

Leggevo articoli di giornali – diversi mesi fa – in cui si parlava della “nuova guerra fredda” tra U.S.A. e Unione Sovietica. Ho provato ad immaginare uno scenario post-atomico, successivo ad una guerra mondiale, in cui le sorti del pianeta sono nelle mani di pochi militari e amministratori, che tiranneggiano la popolazione sopravvissuta… in più, il pericolo “alieno”, un regno lontano che attacca sistematicamente la Terra per conquistarla, sottometterla all’Imperatore del Pianeta Purpureo. Anche il suddetto pianeta ha dei problemi con le proprie risorse, e quindi vuole impadronirsi della Terra per farne una sua colonia.

3. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Il libro parla anche delle nuove tecnologie, ci sono dei richiami ai progressi nel campo della cibernetica (come robot, droni etc), nella storia veri e propri automi con armi speciali, guidati dall’uomo in difesa della Terra o robot-mostri assassini senza pilota, dotati di una propria “personalità”, che lottano per il loro Imperatore alieno. Nel libro c’è anche il tema del riscatto, sia individuale che collettivo – Val, il protagonista, un ragazzo solitario e schivo, che si sente diverso dagli altri e che, attraverso la sua missione (salvare il mondo) focalizza le energie negative nella lotta all’esercito e agli alieni, mettendoci tutto se stesso. I coloni sfruttati che si battono per i loro diritti, fino alla rivoluzione. C’è anche il tema della natura: fattorie, cavalli in branco, paesaggi dove sembra che – almeno in parte – l’ombra della guerra non sia ancora sopraggiunta.

4. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo libro, quali useresti?

Dinamico, avvincente, sentimentale (per la parte delle poesie).

5. Perché credi che si debba leggere Brazer?

E’ una storia di eroi… credo che il libro voglia insegnare a reagire, a non essere sottomessi né da un potere costituito (o da uno più sconosciuto e oscuro come quello alieno) né da un destino che sembra ormai segnato e immutabile.

6. Cosa provi ogni volta che concludi la stesura di un libro?

Soddisfazione. “Ce l’ho fatta, finalmente è finito!”. Questa è la prima cosa che penso.

7. Cosa ti spinge a inventare sempre storie nuove e diverse?

Credo sia una peculiarità di ogni “artista”: fare sempre cose nuove e diverse, altrimenti lo stimolo alla creatività si affievolisce fino a scomparire. E questo anche quando si riprendono i vecchi personaggi per scrivere un nuovo capitolo di una storia o di un romanzo.

8. Quali sono i tuoi prossimi progetti? Ti stai già dedicando alla scrittura di un nuovo libro? Di che genere si tratta?

Sì. Una antologia di poesie (brani vecchi e nuovi) e Il seguito di Brazer. Cerco anche di migliorare le mie composizioni musicali per le mie presentazioni e per la mia pagina Facebook. Comprendono voce, tastiera (poco, non sono molto esperto) e saxofono. E provo a far progressi anche con la matita, disegnando il più possibile personaggi o luoghi di mia invenzione.

9. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Sono nove i libri che ho scritto dal 2010. Continuo a creare e comporre senza un attimo di respiro. Mollerò mai il colpo? Credo di no, forse solo quando nessuno vorrà più leggere o ascoltare le mie composizioni, allora mi dedicherò a qualcos’ altro, ma è presto per pensarci.

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