Recensione Libro.it intervista Angela Maria Cantagalli autrice del libro “L’arcobaleno dopo il temporale”

Intervista alla scrittrice Angela Maria Cantagalli.
Recensione Libro.it intervista Angela Maria Cantagalli autrice del libro “L’arcobaleno dopo il temporale”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Sono una donna come tante altre. Amo la mia famiglia, curare la casa, frequentare gli amici, viaggiare, ballare. Ho tantissimi sogni e il primo fra tutti è quello di vivere una vita tranquilla, serena.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “L’arcobaleno dopo il temporale” cosa diresti?

Non è facile riassumere una vita intera. Ho avuto un’infanzia difficile con tantissimi problemi che mi hanno fatto crescere in fretta. Poi fortunatamente ho conosciuto mio marito e sono diventata mamma di tre meravigliosi figli. Tra alti e bassi, avevo quasi raggiunto la mia serenità, (la felicità no perché non penso che esista) poi, all’improvviso, è accaduto qualcosa di assurdo. Il mondo mi è crollato addosso: il mio amato primogenito da giovane uomo, forte e vigoroso quale era, fu costretto in un letto d’ospedale ad essere accudito come un bambino appena nato.

3. Il tuo libro affronta un tema molto doloroso e purtroppo realmente accaduto. Ci vuoi raccontare cosa hai provato quando hai ricevuto l’orrenda notizia sull’incidente di tuo figlio?

Avete idea di cosa si prova quando un macigno ti cade in testa? La vista si annebbia, il corpo ti vacilla e se vicino non hai un sostegno a cui aggrapparti, crolli a terra come fa una marionetta quando chi la sostiene lascia la presa.

4. Che importanza ha avuto per te questo libro? Scriverlo ti ha aiutato ad affrontare le difficoltà?

Le difficoltà non si affrontano scrivendo un libro, magari bastasse questo! Ammetto però che mi ha aiutata a sfogarmi un po’ visto che, non sono molto brava con le parole.

5. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Il lettore dovrebbe capire che non si deve mai dar niente per scontato. La vita è come una montagna russa, a volte si sale in alto e improvvisamente si precipita e, il più delle volte, non dipende da noi.

6. Quali consigli ti senti di dare a tutte le persone che come te hanno dovuto affrontare delle tragedie?

Il consiglio che posso dare a queste persone sfortunate, è quello di andare sempre avanti anche se a volte si vorrebbe mandare tutto nel fuoco, come spesso è capitato a me, ma, è con la tenacia che si riesce a raggiungere uno scopo” quando questo è possibile” come dice sempre mio figlio “volere è potere” e se adesso sta meglio, è anche grazie alla sua caparbietà.

7. Qual è il libro che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non c’è stato nessun libro che mi ha condotto alla scrittura del mio. Prima dell’incidente di mio figlio, non avevo mai pensato di scrivere un libro, ne mai ne avevo avuto la voglia. Poi, la sera, quando non riuscivo a dormire, prendevo carta e penna e provavo a sfogarmi un po’. Alla fine, mi sono resa conto che, scrivere questo mi aveva aiutata tantissimo e decisi di pubblicarlo per aiutare le persone che si trovavano nella mia stessa situazione.

8. Quale romanzo non consiglieresti mai a nessuno?

Non c’è un romanzo in particolare che sconsiglierei. Posso però affermare che le storie che raccontano “i romanzetti rosa” che io stessa ho letto, travisano molto la realtà mentre, secondo me, bisogna vivere restando con i piedi per terra.

9. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Una domanda che nessuno mi ha mai fatto, ma che mi pongo da sola è: ” La vita vale la pena di essere vissuta?”. Ancora oggi, sono sincera, non riesco a darmi una risposta.

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