Recensione Libro.it intervista Carla Menon autrice del libro “L’ombra del passato”

Intervista all'autrice Carla Menon.
Recensione Libro.it intervista Carla Menon autrice del libro “L’ombra del passato”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Raccontarsi, rivelare ciò che di te potrebbe interessare il lettore del tuo libro non è facile, ma cercherò di farlo iniziando dalla mia esperienza nel mondo della scrittura avvenuta circa quindici anni fa. Durante un incontro inaspettato con un amico di nome Roberto, insegnante come me, appassionato di arte e letteratura, decisi di mostrargli alcune poesie che avevo raccolto in un quaderno dalla copertina rossa. Si trattava di semplici prose liriche ma, per me, erano espressive della mia vita trascorsa, dei momenti belli ma anche dolorosi che avevo dovuto affrontare.

Il viaggio era appena iniziato: “Incontro”, “Sentieri”, “Schegge di cristalli”, tre libri di poesie anche se il terzo comprendeva in appendice dei brevi racconti. Poi la svolta con “La sfida di Clara”, tre anni fa, un romanzo autobiografico che ho dedicato ai miei genitori, in particolare a mia madre, che, nonostante il cancro la consumasse giorno dopo giorno, desiderava che continuassi a coltivare questa passione. Devo ringraziare Lia, mia madre, se oggi continuo a scrivere e a vedere realizzato il mio sogno.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “L’ombra del passato” cosa diresti?

Ho cercato attraverso questo romanzo di mostrare come la vera umanità delle persone, quella che nasconde i segreti dietro maschere di dolore o di inattaccabilità, alla fine emerge sempre anche a costo di abbandonare gli affetti più cari o di mortificare se stessi per amore di un figlio.

3. Il tuo è un romanzo che ha tutte le caratteristiche di un giallo. S’intrecciano vicende che appaiono distanti nel tempo. L’idea nasce da qualche fatto di cronaca o è tutta farina del tuo sacco?

Ogni storia, benché lo scrittore sostenga che si tratti di pura invenzione, prende spunto da fatti accaduti in tempi recenti o remoti. Quello che conta, comunque, è la capacità dello scrittore di rendere verosimile una storia che in realtà è frutto semplicemente della sua fantasia.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Vorrei invitare il lettore a cogliere il senso recondito di questa storia, a non farsi suggestionare soltanto dal fatto di cronaca narrato, che ha rivoluzionato le vite di molti personaggi, persino di quelli che compaiono solo una volta nel corso del romanzo, a comprendere realmente la figura di Miriam, una ragazza qualunque ma caratterizzata da una forza straordinaria, in grado di mettersi in gioco sempre, nonostante la vita le abbia riservato diverse “sorprese”.

5. Una quindicenne uccisa anni prima, un’indagine rimasta priva di soluzione, la vita della protagonista, che s’incontra con quella di un uomo e una donna che nascondono un segreto, e un passato che ritorna sono gli ingredienti di questo romanzo. Quanto istinto c’è da parte tua in questo libro e quanto ragionamento? Avevi fin da subito chiara l’idea di dove condurre il lettore?

Sinceramente no, anzi la trama è stata più volte modificata durante i due anni che ho dedicato alla stesura di questo romanzo. In genere cerco sempre di non essere troppo istintiva in quello che faccio nel quotidiano, ma quando si tratta di scrivere una storia, sono consapevole che L’esprit de finesse prevalga sull’esprit de geometrie, come affermava il celebre filosofo Pascal.

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non c’è un solo romanzo che abbia “rivoluzionato” la mia vita, se devo essere sincera, tuttavia uno dei romanzi che ho amato di più e che ho riletto a distanza di anni è Delitto e castigo di Dostoevskij, forse perché il personaggio di Sonja mi ha colpito fin da subito per il coraggio, la tenacia e l’amore che ha dimostrato verso Raskolnikov. Come dire: “Amor omnia vincit”.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

È una domanda cui non ritengo di avere le competenze per rispondere, poiché chi scrive, anche il meno capace, crede fortemente in quello che produce, convinto di quello che sta scrivendo. Ogni libro esprime la personalità, il temperamento, le emozioni di un determinato scrittore, per questo va rispettato, anche se potrebbe essere il peggior libro di questo mondo.

8. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma cui avresti sempre voluto rispondere…

Confesso che la domanda cui avrei voluto rispondere e che nessuno mi ha mai posto è: “ Che cosa non avresti voluto che ti accadesse nella vita?”
Forse non sarei stata del tutto sincera, perciò lascio agli altri il beneficio del dubbio.

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