Recensione Libro intervista Dario Giardi autore del libro “Adudan”

Intervista allo scrittore Dario Giardi autore del libro "Adudan".
Recensione Libro intervista Dario Giardi autore del libro “Adudan”
  1. 1.    Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Sono un ricercatore nel campo dell’energia e dell’ambiente ma il lavoro che sogno è quello legato alla mia grande passione: la scrittura. Fino ad ora ho scritto solo guide turistiche per la casa editrice Polaris: “Bretagna: natura, arte, poesia e mistero tra oceano e cielo” e “Roma: misteri ed itinerari insoliti”; guide che mi hanno permesso di coltivare le altre mie due grandi passioni: la fotografia e i viaggi.

2.    Se dovessi riassumere in poche righe la trama del romanzo fantasy “Adudan” cosa diresti?

Parto da una frase emblematica del libro: “Solo quando non avrai più paura della morte potrai scrivere il tuo destino.”

Marcel vive su una piccola isola della Bretagna. Sogna di diventare un famoso scrittore ma è proprio nei sogni che conosce il suo destino e la sua vera identità.
Un cammino onirico, che lo catapulta nel magico mondo di Atlas. Lì scopre di essere stato Railen, guardiano scelto della principessa Adudan.
Per Marcel, quelle visioni, sono il primo tassello di una storia che affonda le radici nella notte dei tempi. Ricordo dopo ricordo inizia a mettere a fuoco un passato che lo porta a raccontare, in prima persona, le vicende che lo hanno costretto a separarsi dalla sua amata Adudan. Inseguiti e costantemente minacciati dai Draconiani, una crudele civiltà aliena, i due amanti dovranno separarsi per proteggere il Cristallo di Atlas. Non sarà sempre possibile sfuggire, arriverà un giorno in cui i Draconiani riusciranno a individuare il Cristallo; per quel giorno l’umanità dovrà essere preparata e addestrata per difendersi e scrivere il proprio destino.

 3.    Nel tuo libro è evidente l’esistenza di un concetto fondamentale: il bene e il male devono essere una libera scelta, non un’imposizione. Puoi approfondire questo pensiero e dirci come sei riuscito a inserirlo nel romanzo?

Penso che il destino è nelle mani di ciascuno di noi. Luce o Buio? È una nostra scelta. Dobbiamo superare i nostri limiti e crescere spiritualmente per sapere riconoscere e scriver il destino che vogliamo. Finché ci saranno persone capaci di amare, di sognare e di lottare per i propri sogni, l’amore troverà il necessario nutrimento e sarà capace di riconoscere e contrastare il male.

 4.    Qual è il significato che vorresti il lettore cogliesse entrando in contatto con le parole del tuo fantasy “Adudan”?

I protagonisti della storia vengono subito messi in guardia da un pericolo: “Il buio si nasconde dove sembra esserci più luce”. A volte, la minaccia giunge dalle persone che riteniamo più fidate e con cui ci siamo confidati. La consapevolezza e l’amore sono la chiave del romanzo. Il mondo interiore ed esteriore è solo il riflesso dell’universo di cui facciamo parte. L’umanità, tuttavia, non sembra essere pienamente partecipe di questa esperienza. Nonostante sia evidente che la realtà ultima dell’universo è caratterizzata dall’unità di ogni componente, l’uomo si riduce a vivere nella convinzione dell’esistenza di una sua individualità autonoma e separata, egoistica e narcisista.

5.    Da dove nasce l’idea che ti ha ispirato la storia che narri nel romanzo “Adudan”?

 Adudan nasce dalla mia fantasia di bimbo, dai miei viaggi ad occhi aperti. Molti li chiamano viaggi astrali. A me non piace etichettare le spinte creative. Posso solo dire che mi sveglio, prendo appunti sulle immagini che la fantasia ha prodotto… tutto nasce da lì.

 6.    C’è qualche nuovo progetto in corso che vuoi anticipare ai lettori di Recensione Libro.it?

Un nuovo fantasy e un romanzo tout court. Per adesso sono solo delle idee ma ne sono molto entusiasta.

 7.    Qual è il romanzo che ti ha “rivoluzionato” la vita conducendoti alla scrittura?

“Chiedi alla Polvere” di John Fante, un libro che mi ha lasciato un segno profondo. Un genio inarrivabile.

 8.    Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

“Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino. Un libro saccentemente accademico nello stile e inutilmente complesso… da mal di testa.
9.    Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Questo mi ricorda l’approccio di un noto presentatore…;)  Allora diciamo…

Dario, perché hai scritto Adudan?

Adudan è una storia che ha voluto essere scritta.