Recensione Libro.it intervista Dario Lombardi autore del libro “In estasia”

Intervista allo scrittore emergente Dario Lombardi.
Recensione Libro.it intervista Dario Lombardi autore del libro “In estasia”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Chiedermi chi sono è la domanda più difficile a cui possa rispondere perché in effetti non l’ho capito bene neanch’io. Potrei dire tante cose ma finirei con l’elencare fatti e avvenimenti come se fossi ad un colloquio di lavoro. Mettiamola così: sono una persona che può sempre sorprendere.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “In Estasia” cosa diresti?

Innanzitutto averlo pubblicato significa realizzare un piccolo desiderio che avevo già da qualche anno, quindi già questo per me rappresenta il senso del mio libro. Per quanto riguarda invece le tematiche che affronta e la storia, volevo narrare qualcosa che potesse apparire nuovo, spregiudicato e capace di abbracciare molti generi di lettura, dal romantico al demenziale passando per drammi psicologici, avventura e molto altro.

Volevo dare qualcosa su cui riflettere, ma anche di non creare un mattone, perché i mattoni sono fatti per costruire case, non per altri scopi. In parole povere, il senso di questo libro sta nel riuscire a dare al lettore una novità che gli possa restare impressa nella mente. Ci riuscirò? Staremo a vedere..

3. Nel tuo libro approfondisci il ruolo sempre più predominante dei social network e della tv nella vita di ogni individuo. L’uomo sta sacrificando il suo senso critico a favore del potere predominante di questo nuovo modo di fare comunicazione che plagia le nostre menti. Cosa bisogna fare per superare questa criticità?

Uscire di casa, sperimentare, vedere cose nuove, ampliare conoscenze e non dare per scontato tutto ciò che ci troviamo davanti. Ma non lo fa quasi nessuno, siamo troppo abituati a vivere come facciamo ora e difficilmente si rinuncia alle comodità che abbiamo per andare incontro a qualcosa che non conosciamo.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro?

Come detto prima, vorrei dargli qualcosa di nuovo, in fondo questo è un libro per chi cerca qualcosa di nuovo. Ma vorrei anche portarlo a sviluppare idee proprie su svariati argomenti, senza influenzarlo. Ho cercato di essere il più oggettivo possibile proprio per non dire al lettore quale fosse il mio pensiero al riguardo dei temi che vengono proposti all’interno di “In Estasia”, per far si che chiunque possa avere la propria opinione. E poi che gli piaccia!

5. Viene naturale, leggendo “In Estasia” trovare dei parallelismi tra la tua opera e “1984”. Quanto ha influito nella stesura del tuo libro “1984” di George Orwell? E dove il lettore potrà maggiormente trovare la sua influenza tra le tue pagine?

In realtà ho scoperto arrivato a metà questo parallelismo: non lo avevo mai letto, ho dovuto farlo quando, raccontando ad un amico cosa stavo scrivendo, mi ha fatto questo paragone. Una volta letto, ho dovuto modificare parzialmente la storia. Lo può ricordare non tanto per il Grande Fratello o per la lotta contro di esso, ma perchè probabilmente, in entrambi i testi, il protagonista non è una persona (o un insieme di persone) ma la società in cui essi vivono.

6. Stai scrivendo un altro libro? Se sì, ci puoi anticipare qualcosa?

Sì, ma sono ancora in alto mare e attualmente non so come farlo andare avanti e come finirlo. Classico, no? Posso dire che è una parodia su un filone romantico-sdolcinato, dove al posto di orsacchiotti e cuoricini ci sono vita reale e un protagonista cinico e divertente allo stesso tempo. Il titolo non esiste ancora, per adesso ci sono solo ipotesi, tutte “spinte”.

7. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Che mi ha condotto alla scrittura nessuno: ho iniziato a scrivere diciamo “da analfabeta”, quando le mie letture si riducevano al televideo e ai giornali sportivi. Se invece si parla di libri che cambiano la vita, ce ne sono solo due che, dopo averli letti, mi hanno fatto cambiare modo di vedere le cose: Fightclub di Chuck Palahniuk e 1Q84 di Murakami Haruki.

8. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Qualcuno ce l’avrei, ma non mi va di parlar male di persone che non ho davanti. Di certo ci sono una serie di libri appartenenti a categorie sdolcinate e/o scritti da persone, che si occupano di mestieri completamente non inerenti col mondo della scrittura, che potrebbero dedicarsi ad altro, come ad esempio al giardinaggio, ma suppongo che potare ulivi o rastrellare le foglie sia meno redditizio rispetto a una distribuzione nazionale (e a volte internazionale) di un libro.

9. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Mi vengono in mente un sacco di domande stupide e potenzialmente inutili, ma cercherò di dire qualcosa di ragionevole: “Cos’hai provato quando hai scritto la frase finale del libro?” Ho avuto 5 minuti di sollievo, poi sono andato a letto perchè era tardi. Il giorno dopo ho realizzato che avevo finito davvero il libro e potevo farlo leggere ad altri.

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