Recensione Libro. it intervista Domenico D’amico autore del libro “Io sono parte di te”

Intervista allo scrittore emergente Domenico D'amico.
Recensione Libro. it intervista Domenico D’amico autore del libro “Io sono parte di te”
  1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Ciao a tutti, il mio nome è Domenico D’ Amico e vivo a Prato. Di solito viene da pensare che uno scrittore sia una persona dagli alti titoli scolastici: un’immagine distante anni luce da quella che mi rappresenta. Ricordo molto bene il poco tempo che sono riuscito a rimanere seduto nei banchi scolastici. Ero un bambino iperattivo, ribelle verso ogni forma di disciplina imposta ma dotato di creatività e immaginazione, non riuscivo quindi a seguire più di due parole consecutive di ciò che veniva detto in classe. Forse è il caso di fare riferimento alla scrittrice e parapsicologa Nancy Ann Tappe che ha effettuato degli studi sui “bambini indaco” dal carattere e comportamento analogo al mio.

Non vorrei trarre conclusioni affrettate, ma so di certo che anche per me era veramente impossibile restare concentrato a studiare. Da pochi anni però, sono riuscito a trovare la concentrazione necessaria allo studio e la serenità caratteriale che mi ha permesso di iniziare a dedicarmi alla scrittura. Adesso leggo sempre tutto ciò che mi passa tra le mani e mi interesso di molti argomenti. Credo che sia proprio questa la caratteristica che mi rende in grado di spaziare tra le diverse tematiche che affronto nei miei libri.

  1. Dovendo riassumere in poche righe il senso. del libro “Io sono parte di te” cosa diresti?

Penso che già dal titolo si possa iniziare a capire il senso del romanzo. Questo libro tratta delle asperità di cui è caratterizzata la vita e di come influenza il forte legame tra genitori e figli e allo stesso tempo di quello ancora piu forte tra anima e corpo. Vengono trattati anche argomenti etici, discussi nelle risposte successive, che fanno riflettere sui nuovi orizzonti che la scienza ci potrà presto regalare. Inoltre il libro si propone di fare luce sull’influenza extra terrestre sulla Terra, documentata già dai tempi dei Dogon e antichi egizi. Non è facile spiegare in poche righe il contenuto e il significato del romanzo perché tratta moltissimi argomenti tutti diversi tra loro ma interconnessi profondamente.

  1. Il tuo romanzo fantascientifico è stato ispirato da un evento tragico avvenuto nella tua famiglia: l’incidente stradale di tuo figlio, che poi si è risolto positivamente. Ci puoi dire quante delle tue emozioni, provate durante quegli attimi difficili e dolorosi, c’è nel libro?

L’elemento fulcro del romanzo è l’incidente stradale del protagonista che ricalca la data e l’ora esatta del terribile incidente avvenuto a mio figlio. Per fortuna tutto si è risolto miracolosamente, ma l’evento ha profondamente segnato la mia famiglia intera. Trascorsero due anni da quella data da dimenticare e tutto sembrava essere ritornato alla routine quotidiana… ma mi sbagliavo!

Proprio quando stavo per riacquistare la mia serenità a causa dello scampato pericolo, delle domande a cui non riuscivo a dare risposta mi iniziarono a tormentare la mente. Stetti diverso tempo a riflettere in maniera solitaria, ma finalmente dopo giorni e giorni decisi di aprirmi e di porre il problema alla mia famiglia:  “Immedesimatevi nella situazione in cui una persona a voi cara subisca un incidente quasi letale e l’unico organo non andato distrutto sia il cervello. Ammettiate che i medici riescano a trapiantare il cervello in un altro corpo robotico identico al precedente. Considerereste tale persona viva o morta? Cos’è che muore, il corpo o il cervello? Qual è il confine di demarcazione dell’identità di un essere vivente? Che tipo di difficoltà incontrereste nell’accettarla?”. Questi interrogativi continuavano a venir fuori nei giorni successivi e non sempre riuscivamo a dare una risposta esaustiva a tutti i quesiti. Queste domande di carattere etico mi toccavano nel profondo perchè sentivo che mi sarebbero potute riguardare in un futuro poi non così lontano. Ho cercato di coinvogliare in frase tutte le emozioni che avevo provato dal giorno dell’ incidente a quello in cui decisi di iniziare a stendere il romanzo. Mettendo per iscritto le mie paure e i miei dubbi posso finalmente dire di essere riuscito a superare il trauma. Il particolare inspiegabile fu che il flusso di idee mi trasportava con una velocità tale da darmi la senzazione di trascrivere qualcosa che fosse già impresso in qualche parte remota nella mia mente.

  1. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo romanzo? C’è un messaggio che vorresti che si cogliesse durante la lettura.

Spero che il lettore riesca a cogliere l’intrinseco esortamento al rispetto della vita umana e non secondariamente a riflettere sulla questione etica che ho esposto precedentemente. Ho cercato anche di inserire nel romanzo i valori intransigibili del legame familiare che assumono un ruolo fondamentale nella mia visione della vita. Ci sarebbero diversi altri  argomenti su cui porre attenzione ma mi piacerebbe che sia il lettore stesso a coglierli e a trovarne il senso!

  1. Prima di iniziare a scrivere questa storia ti sei posto domande etiche riguardanti l’argomento macchine uomo. Cosa accadrebbe nella realtà se si avesse l’opportunità di scegliere di utilizzare un robot per fare sopravvivere una persona? Tu cosa faresti?

Penso che sia fondametale continuare la ricerca ed espandere gli orizzonti nella robotica che può fornire dei mezzi di indubbia utilità specialmente nel campo medico. Sarebbe fantastico se l’impianto di un corpo robotico potesse aiutare persone affetta da patologie quali la SLA a riacquistare le facoltà motorie andate perdute. Se dovessi provare ad immedesimarmi in questa situazione, penso che non esiterei un attimo ad accettare questo tipo di alternativa alla completa paralisi muscolare. È anche vero che allo stesso tempo si potrebbero manifestare altri problemi non indifferenti di auto-accettazione ed approccio sociale che potrebbero portare a gravi disagi psichici. Non è facile avere un’idea chiara in merito a quest’ argomento…

  1. Quali sono i tuoi progetti futuri legati alla letteratura? Stai scrivendo un altro libro?

Da pochi anni mi sono avvicinato al magnifico mondo della scrittura, ed essa mi attrae con una forza sempre maggiore. Avevo appena finito di scrivere il libro d’esordio “Una vita su un taxi” e solo dopo pochi giorni iniziai a scrivere questo secondo romanzo ” Io sono parte di te”. Tra l’altro ancora prima di averlo finito avvertivo la frenesia di continuare con altri romanzi. Adesso posso annunciare ai miei lettori che ho già finito di scrivere il mio terzo manoscritto e mi trovo in piena fase di scrittura del quarto romanzo. Non vorrei rivelare ancora nulla, ma vi posso anticipare che questi romanzi sono tutti di genere letterari differenti tra loro.

  1. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non saprei proprio come rispondere a questa domanda perché non c’è stato un unico romanzo ad avermi catturato ed indotto nel mondo della scrittura. Superata la mia gioventù ho iniziato a percepire un crescente bisogno di avvicinarmi alla scrittura e lettura. Mi ritrovai al punto di arrivare a leggere qualsiasi cosa che mi capitava tra le mani. Il genere che prediligo è la fantascienza e posso citare come miei autori preferiti, ed ai quali mi sono ispirato, Peter Kolosimo, Robert Temple e Michael Hesemann.

  1. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non mi sentirei mai di poter dare un consiglio del genere a nessuno. Penso che ci sia molto da imparare da tutto e tutti, al di là delle preferenze di genere letterario, idee politiche o religiose. Ogni libro potrebbe essere potenzialmente una fonte a cui attingere. Un ottimo modo per estendere gli orizzonti ed aprire la mente è proprio quello di leggere libri molto differenti dai nostri standard… Non importa necessariamente condividere le opinioni che leggiamo, solo il fatto di capire le motivazioni che hanno portato qualcuno a scrivere determinate cose risulta essere una preziosa pillola contro l’ignoranza.

  1. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

“Per quanto ancora vuoi continuare a scrivere, quale obiettivo ti poni?”

Scriverò fino a quando continuerò ancora ad avvertire quel meraviglioso senso di beatitudine che mi regala la scrittura. Amo immergermi nel mondo che circonda i miei personaggi fino a diventare parte di ognuno di loro. I miei obbietivi principali sono quelli di portare il lettore a provare le medesime sensazioni che ho provato io stesso nello scrivere le vicende e ovviamente farlo riflettere sui messaggi più o meno nascosti che caratterizzano i miei libri.

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