Recensione Libro.it intervista Elena Cavicchi autrice del libro “La principessa dei lupi. I racconti del grande Nord”

Intervista alla scrittrice Elena Cavicchi.
Recensione Libro.it intervista Elena Cavicchi autrice del libro “La principessa dei lupi. I racconti del grande Nord”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Sono nata e cresciuta in una splendida città: Ferrara. Sin da bambina, ho sempre adorato le storie fantastiche, quelle in cui magia e fantasia si fondevano, creando un universo straordinario, lontano dalla “normalità” della vita quotidiana. Sono un’accanita lettrice di Fantasy, Fantascienza e fumetti di Supereroi. E, chiaramente, anche grande fan di film e serie TV del genere. Fu mio padre a trasmettermi queste passioni, facendomi conoscere il Fantasy in tenera età. Lessi “Il Signore degli Anelli” per la prima volta a 12 anni, e ne rimasi totalmente ammaliata. Poi, crescendo, ho conosciuto il mondo dei giochi di ruolo, e da lì quello dei videogame online. Insomma, potrei tranquillamente definirmi una “nerd” a tutti gli effetti, dato che mi piace molto anche l’informatica, e il mondo della tecnologia in generale, nel quale, peraltro, lavoro.

Mi piacciono la Musica Classica, il Metal, il Rock e qualcosa di Pop. Amo i cani e i gatti, ma soprattutto… I LUPI ! Adoro stare all’aria aperta, in mezzo alla natura, e odio visceralmente i luoghi eccessivamente affollati e rumorosi.
Ovviamente, credo all’esistenza di Vampiri e Licantropi.
La passione per la scrittura è venuta da sé, anche quella sin da giovanissima. Provo piacere e soddisfazione nello scrivere. Quando lo faccio, e creo storie, mi immergo nel mio piccolo angolo di mondo e mi sento bene. E, ovviamente, mi auguro di trasmettere questo stato d’animo a chi vorrà leggere ciò che ho scritto.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “La principessa dei lupi. I Racconti del Grande Nord” cosa diresti?

Coraggio, eroismo, magia, altruismo, fratellanza, spirito di sacrificio. Ma anche paura, debolezza, disperazione, tradimenti e segreti. Il tutto ambientato in un’epoca senza tempo, all’ombra delle mitologie celtica e norrena. E in un mondo che è sull’orlo del baratro. Un Fantasy a tutto tondo, insomma.

3. Il tuo è un libro fantasy in cui al di là della lotta tra Bene e Male vi sono le vicende dei popoli di due regni del grande Nord, che cercano il riscatto ad anni di sottomissione da parte del nemico. Ci vuoi spiegare l’importanza delle sottotrame che fondi nel romanzo per creare la storia madre? Qual è il motivo che ti ha spinta a dare un più ampio respiro al libro con questa scelta?

La guerra tra Bene e Male è eterna, è sempre esistita, e sempre esisterà, anche se sotto forme differenti. È chi la combatte che fa la differenza. L’epoca in cui si snoda il mio romanzo segna tempi che costituiscono contemporaneamente una sventura e una benedizione per i protagonisti: essi, infatti, pur vivendo un periodo di grande disperazione, si rendono conto di avere la possibilità di agire per cambiare le cose. Tuttavia, pur essendo essenzialmente eroi di grande valore, sono comunque persone, con un proprio passato, con propri pregi e difetti, segreti, debolezze e paure. Commettono errori, hanno esitazioni, cedono ai sentimenti. Sono come noi, soltanto proiettati in un altro contesto.

Le loro vite, guidate da un intento e un destino comuni, si intrecciano, si scontrano e si incontrano, generando rapporti a volte difficili, a volte splendidi, e originando di conseguenza vicende che si sviluppano all’interno del quadro generale. Ho voluto dare importanza e rilievo a tali vicende e a coloro che le vivono, perché sono proprio loro, il vero cuore del libro.
Ribadisco: è chi combatte la guerra che fa la differenza, non soltanto la guerra in sé.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Tre cose fondamentalmente:
rispettare, proteggere e onorare la Natura e le sue Creature (i Lupi infatti sono importanti co-protagonisti del libro);
seguire sempre il proprio istinto; e, come dice Galadriel: “Anche la persona più piccola può cambiare il corso del futuro”.

5. Leggendo il tuo libro si ha l’impressione da subito di essere proiettati in un’altra realtà: mondi affascinanti e complessi, la cui storia è segnata dal passato, ma il cui futuro è tutto da scoprire. Da dove nasce l’ispirazione e come si è sviluppata nella tua testa la narrazione?

Da sempre la Mitologia Celtica e la Mitologia Norrena mi affascinano oltremodo. Hibernia è l’antico nome dell’attuale Irlanda, mentre Midgard è il nome che i popoli Vichinghi avevano dato alle terre abitate dagli uomini, quindi si suppone che si riferisse all’attuale Scandinavia. Poi ci sono Albion, antico nome dell’attuale Inghilterra, e Fròn, l’attuale Islanda: due Regni di cui si parlerà nel prossimo romanzo. Avrei davvero voluto vivere quei tempi. E chissà, forse l’ho fatto. Da qui l’ispirazione.

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Indubbiamente, “Il Signore degli Anelli”.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non mi permetterei. Dietro a ogni opera c’è il sacrificio, lo studio, l’impegno di qualcuno che ha voluto trasmettere qualcosa che considera importante. Il giudizio è cosa estremamente soggettiva, comunque.
Se proprio dovessi dare un consiglio sulla lettura, direi di scegliere sempre qualcosa che, in qualche modo, possa alleviare uno stato d’animo incupito dalla vita e dalla routine quotidiane.

8. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Ti consideri una persona normale? NO! E ne vado fiera!

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