Recensione Libro.it intervista Gianandrea Paderni autore del libro “Armonie, fughe e contrappunti”

Intervista allo scrittore emergente Gianandrea Paderni.
Recensione Libro.it intervista Gianandrea Paderni autore del libro “Armonie, fughe e contrappunti”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Piuttosto che note autobiografiche che potrebbero comunicare poco, c’è qualcosa di me che vorrei riuscire a trasferire a chi legge, e cioè che, al di là di una forma che può apparire sintetica e distaccata, nutro una grande vicinanza nei confronti del mio prossimo, dei problemi, delle sofferenze delle persone e dell’umanità, così come delle manifestazioni artistiche, e che, forse scavando un poco, sotto quello che ho scritto si possono trovare sentimenti veri e sinceri.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso della raccolta di poesie “Armonie, fughe e contrappunti” cosa diresti?

Il senso che ha per me la raccolta sta proprio nella trovata volontà di esternare i miei pensieri e sentimenti, ma soprattutto di dare forma scritta a quello che all’interno di me stesso rimaneva vago e non ben definito.

3. Nelle tue poesie si trovano concetti universali nonostante, come spesso accade con i poeti, parti nel raccontare te stesso e ciò che ti è più vicino. Quale ispirazione ti ha spinto a scrivere le tue poesie?

Non so esattamente cosa mi ha dato la spinta finale. Pensandoci “ex post”, probabilmente avevo raggiunto una fase di saturazione, o forse di maturazione, il cui esito non potevo evitare.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? C’è un messaggio unico che accompagna tutte le tue parole?

Tocco argomenti e sentimenti così diversi che non credo possa trovarsi un messaggio unico. Forse il filo che li accomuna, e che spero di essere riuscito a comunicare al lettore, sta nella urgenza che sento di riflettere sulla nostra vita, sui nostri sentimenti, sul mondo in cui viviamo, cose che nella superficiale esistenza che in molti siamo costretti a vivere, spesso si tengono da parte.

5. La poesia è un qualcosa che scava in profondità e che se condiviso diventa un mezzo di comunicazione. Come mai hai deciso di pubblicare il libro e trovare il confronto con il lettore? Pensi che la condivisione possa essere un buon veicolo per conoscersi e indagare nella realtà?

Non è stato così facile ed immediato il passaggio dallo scrivere al pubblicare, ma oggi sono contento di averlo fatto, anche perché ho riscontrato una imprevista condivisione che rappresenta una occasione di approfondimento e di crescita per me ma anche per qualcun altro.

6. Quali sono i tuoi progetti futuri legati alla letteratura? Stai scrivendo un altro libro?

Non so ancora se il risultato sarà un’altra pubblicazione. So invece che questo virus, quando ti colpisce, è difficile da debellare. Ed infatti continuo….

7. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non è facile risalire a quali libri mi abbiano più plasmato, ma un’opera che certamente mi ha coinvolto più delle altre, proprio nel senso di accentuare la mia sensibilità poetica, è stata “La ballata del carcere di Reading” di Oscar Wilde, in cui l’ingiusta sofferenza inflitta ad uno spirito “diverso” viene vissuta e descritta con profonda e delicata poesia.

8. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Leggo sempre con atteggiamento curioso e devo dire che in ciascun libro, dove più dove meno, si può trovare un senso, una realtà che vale la pena di conoscere. Perciò non saprei sconsigliare nessuna lettura. O forse qualche cattiva lettura la mia mente l’ha messa nel dimenticatoio.

9. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Una domanda che mi pongo da poco e alla quale non ho ancora risposto è:
“Pensi che, dopo avere iniziato a scrivere, il tuo ruolo, la tua funzione nella società si possa essere in qualche modo modificato?”

La risposta non è semplice, anche perché non si deve correre il rischio di sopravvalutare l’effetto delle manifestazioni artistiche, della poesia in particolare e ancora più in particolare della tua poesia. Detto questo, date le giuste dimensioni a quello che in un ambito ristretto o ampio può essere influenzato dalle tue parole, perché non coltivare questa piccola/grande pretesa? Non è anche il più “impermeabile” degli esseri umani in qualche modo influenzato da un sentimento, da una musica, da una frase?

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