Recensione Libro.it intervista Giovanni Ferraro autore del libro La caduta della pecora nera

Intervista a Giovanni Ferraro.
Recensione Libro.it intervista Giovanni Ferraro autore del libro La caduta della pecora nera

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Intervista a Giovanni Ferraro

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro La caduta della pecora nera cosa diresti?

Direi che ognuno può attribuirgli il senso che sente più suo. Proprio come ascoltando nello stesso momento la stessa canzone d’amore io posso sentirmi felice perché innamorato e corrisposto… magari per me quella è la nostra canzone (dove nostra sta per coppia). Un’altra persona può sentirsi invece disperata perché appena abbandonata, un’altra ancora arrabbiata perché le ricorda una brutta pagina della sua vita, infine un’altra malinconica e nostalgica per i perduti giorni felici che furono.

2. Da dove è nata l’ispirazione che ti ha spinto a scrivere questa storia di ribellione verso il sistema e verso la normalità monotona?

Da dentro di me. Sono, sono stato e sempre sarò anche io una pecora nera che è caduta più volte ma che ha sempre trovato dentro di sé la forza di rialzarsi. Perché quando senti di non farcela un altro round è qualcosa che può cambiare la tua vita. Insomma per citare Jim Morrison, faccio mia un suo aforisma: “Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli trova sempre la forza di riprovarci.”

Infine sono anche io come il protagonista un amante della libertà estrema che si è ostinatamente rifiutato di assoggettarsi alle regole di un sistema marcio e malato.

3. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? Quali significati non del tutto espliciti vorresti potesse cogliere?

Anche qui in linea di massima vale il discorso della prima domanda relativa al senso del libro. La verità sta nel mezzo, si dice, non è mai oggettiva ma è sempre soggettiva. Dipende dalla prospettiva dalla quale si guarda alla realtà. Quello che ho fatto io (e questo è il motivo per il quale il libro è scritto in prima persona) è quella di porre la prospettiva sulla vita e sulla realtà dal punto di vista di Giuppy. Quello che arriva al lettore non è la verità né tanto meno la realtà. Non si pone l’accento su ciò che è giusto o sbagliato. A parlare e a raccontarci il suo punto di vista è il protagonista senza pretese di voler essere compreso anzi… Lui vuole solo raccontarci una storia, la sua storia… il vangelo secondo Giuppy.

4. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire la tua storia, quali useresti?

Facciamo 4, dai! Disperazione, speranza, libertà e amore.

5. Perché credi che si debba leggere La caduta della pecora nera?

Non so e probabilmente non credo sia giusto rispondere a questa domanda per un autore. La caduta della pecora nera è stato un parto a sua volta partorito da un momento di disperazione della mia vita. Un parto travagliato. Ed ora che la mia creatura dopo un lungo susseguirsi di minacce di aborto ha finalmente visto la luce come potrei venderla? Non ne sono capace, chiedo venia.

6. Da dove nasce la passione per la scrittura?

Più che di una passione io parlerei di un’esigenza, uno sfogo. Ho sempre scritto, fin da quando ero poco più che un adolescente. Poesie, racconti, sceneggiature per cortometraggi o semplici pensieri in libertà sotto forma di diario senza mai aver cercato di pubblicare. Credo che l’arte nasca dalla disperazione e in quanto tale per me rappresenta più uno sfogo che una passione (tendo a non scrivere anche per lunghi periodi quando sto bene, non ne sento la necessità).

7. Hai nuovi progetti in vista? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Progetti tanti, idee ancor di più, è per questo che credo che il mio prossimo libro sarà una raccolta di racconti legati tra loro da un messaggio comune e dall’intersecazione dei personaggi. Tuttavia la prossima opera che vorrei realizzare non è un libro ma un documentario cinematografico che verte su un tema che ancora oggi non è mai stato trattato da nessuno in nessuna forma d’arte. Un tema drammatico e senza ritorno, molto sottovalutato specie da chi per sua fortuna non ha mai vissuto un’esperienza simile sulla sua pelle. Al momento non posso aggiungere nulla di più.

8. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Nessuno. Posso tuttavia affermare che ne La caduta della pecora nera ci sono influenze di scrittori quali Irvine Welsh, Charles Bukowski (specie per ciò che concerne il suo libro Post office), James Frey, John O’ Brien autore del libro da cui il regista Mike Figgis ha tratto la sceneggiatura per il suo film Via da Las Vegas e morto suicida poco prima che la pellicola potesse vedere la luce, a solo 27 anni.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non so rispondere a questa domanda. I gusti sono gusti e basta e ognuno ha i suoi. Posso dire però che non consiglierei mai nessun libro di fantascienza per esempio ma solo perché non è il mio genere e di conseguenza anche il più grande capolavoro che verta sull’argomento non mi appassionerebbe.

10. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Abbondiamo! Mi piacerebbe che mi fosse chiesto: Dove stai andando, cosa farai una volta arrivato e quando tornerai?

Risposta:
Sono alla ricerca… non ci arriverò mai e non tornerò… O tornerò solo dopo aver bruciato tutto…

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