Recensione Libro intervista Giulia Romano autrice del libro “L’epidemia”

Intervista all'autrice del libro "L'epidemia".
Recensione Libro intervista Giulia Romano autrice del libro “L’epidemia”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Sono una donna di 55 anni, sono medico ospedaliero e anche moglie e madre di tre figli. Mi è sempre piaciuto leggere, soprattutto libri di narrativa e ho seguito la politica ma sempre da lontano, non l’ho mai fatta attivamente, forse per i miei troppi impegni o forse perché tra le parole dei politici e i loro atti concreti ho sempre notato una notevole difformità.

2. Dovendo riassumere in poche righe la trama dell’opera “L’epidemia” cosa diresti?

L’Epidemia parla di una malattia sconosciuta che inizia a colpire solo gli uomini politici, si ammalano prima il premier,poi i parlamentari e si diffonde anche ai deputati regionali lasciando l’Italia improvvisamente senza classe politica. E’ un danno o un’opportunità per la nostra nazione? A che cosa è dovuta questa misteriosa malattia? Nel vuoto politico che si è creato emergono le figure di due donne, due vecchie amiche che militano in partiti contrapposti. Una di loro vincerà le elezioni iniziando così una nuova era nella politica italiana. Ma… accade qualcosa che il lettore scoprirà leggendo il racconto! Il libro ha una trama da libro giallo calata però nell’attualità.

3. Da quali idee e motivazioni hai trovato ispirazione per scrivere quest’opera?

Devo dire che l’idea del libro è nata improvvisamente, vedendo in televisione gli uomini politici pieni di boria e di indifferenza per le sofferenze del popolo. Questa visione ha innescato in me un grande desiderio: vederli scomparire tutti! Essendo io una comune cittadina che non ha il potere di cambiare le cose in modo rapido e radicale ho messo in moto la mia fantasia, forse inconsciamente ho voluto esprimere una ribellione della natura a tanta ingiusta sofferenza.

4. Quale messaggio vorresti che il lettore cogliesse leggendo “L’epidemia”?

Io non ho scritto il libro per lanciare messaggi, questo racconto rappresenta la piccola vendetta di una persona comune nei riguardi dei potenti. E’ chiaro che dal racconto scaturisce il desiderio di un cambiamento profondo della vita politica italiana nella quale dovrebbero ritornare di moda parole come: onestà, serietà, impegno, dedizione, solidarietà. Il cambiamento viene portato avanti da due donne:questo è un messaggio importante. Soprattutto vorrei sottolineare che si dovrebbe dare spazio ai valori femminili. La società attuale si è sviluppata tutta su valori maschili: forte competitività, aggressività, sopraffazione del più debole. La donna è per sua natura portatrice di valori di armonia, di vita, di cura degli altri. Io vorrei che lo sviluppo della società portasse ad una riscoperta di questi valori che sono quelli che danno l’equilibrio interiore ad ogni essere umano.

5. Quanto ha influito la realtà politica così deludente di questi ultimi anni sull’esigenza di scrivere questo romanzo?

Ho già parlato della grande delusione che ho provato negli anni a vedere decadere sempre più la politica italiana. Proprio dalla progressiva perdita di ideali è nato un grande sconforto, è scaturita la sensazione di non essere più in grado di uscire dalla melma nella quale ci siamo impantanati. Tutto questo mi ha portato a scrivere il racconto trovando una soluzione di fantasia a ciò che razionalmente vedevo insolubile.

6. Qual è il libro che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Il libro che ricordo con nitidezza è “Il vecchio e il mare” di E. Hamingway che mi fu regalato da una mia zia per il mio compleanno. Avevo 13 anni e questo libro segnò il passaggio da letture di libri per ragazzi a libri per adulti.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non credo che ci sia un libro da sconsigliare. Come per ogni cosa ci sono libri che più si avvicinano al proprio mondo interiore e altri che non si condividono, ma penso che la lettura di un libro è sempre un arricchimento intellettuale.

8. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

La domanda è: Cosa desideri per il futuro dei tuoi figli?
Ecco la risposta. Vorrei che potessero vivere in una società più libera e più giusta, nella quale si dà più spazio all’amore, all’amicizia, alla solidarietà. Che potessero realizzare le proprie aspirazioni e raggiungere un equilibrio interiore che è la base per vivere sereni.