Recensione Libro.it intervista Leonardo Giada e Allegra Lalange autori del libro “Possiamo amare?”

Intervista agli scrittori Leonardo Giada e Allegra Lalange autori del libro “Possiamo amare?”.
Recensione Libro.it intervista Leonardo Giada e Allegra Lalange autori del libro “Possiamo amare?”

1. Per iniziare… raccontateci qualcosa di voi, qualcosa che vorreste che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che avete scritto.

Allegra: Raccontare qualcosa di me in poche righe; è una domanda che nella società moderna viene spesso rivolta e che inevitabilmente mi mette in difficoltà. La vita di una persona è difficilmente riconducibile a pochi fatti essenziali, e sinceramente non riuscirei a distillare la mia in questo spazio. Ma forse un giorno scriverò un’enciclopedia in merito, per la soddisfazione di tutti gli interessati.

Leonardo: Coltivo da sempre il piacere della lettura; inizialmente come mondo in cui perdermi vivendo avventure, col passare degli anni anche in qualità di ottima fonte d’accrescimento personale. Storie fantastiche o reali e ottimi saggi di pensatori contemporanei e non.
2. Dovendo riassumere in poche righe la trama dell’opera “Possiamo amare?” cosa direste?

“Possiamo Amare?” descrive momenti di vita quotidiana di due giovani ragazze, Eleanor e Valeria, disseminati durante il primo anno delle scuole medie. La prima, estroversa e candidamente cinica, sicura della propria visione del mondo, che fa virtù di tutte le espressioni della libertà; l’altra tenuta in scacco dalla propria timidezza, piccola ingenua ma testarda che lentamente realizza di non essere sola. L’avvicinamento nonostante le diversità costituisce l’anima portante del libro.

3. Da dove nasce l’idea di raccontare di un amore giovanile e “diverso”?

Allegra: Dall’ostracismo di cui è vittima nell’epoca moderna. Ogni tempo ha avuto i suoi taboo, e benché la società in cui viviamo racconti di essere il paradiso liberale che molti vorrebbero, in realtà osteggia parecchi modelli comportamentali di fatto neutri o addirittura positivi. È forte un astio verso certe espressioni personali, sentimentali o meno, e penso che il modo più efficace per contrastarlo sia parlarne, scriverne senza censure, finché -mi auguro- venga davvero considerato lecito. Purtroppo le masse sentono ancora bisogno del processo di rielaborazione della norma.

Leonardo: In realtà non c’è nulla di diverso nell’amore da noi raccontato. Per considerarlo tale si dovrebbe prima scegliere un modello considerato normale, accettabile. È proprio questo il punto su cui ci schieriamo apertamente: l’amore è un sentimento che non ha forma, tranne quella decisa da chi vi partecipa.

4. Cosa vorreste che il lettore cogliesse entrando in contatto con le parole del libro?

Allegra: Pace, amore e libertà. No, seriamente (anche se il messaggio non è troppo diverso, se vogliamo), vorrei che aiutasse a cogliere realtà diverse da quelle considerate normali soltanto perché più comuni. Diverse dalla propria realtà. È in effetti una scommessa, perché il lettore medio raramente si azzarderà ad avvicinarsi a una storia che non lo tocca da vicino, ma abbiamo voluto credere che esista anche un pubblico dalla notevole apertura mentale.

Leonardo: Credo che ognuno possa cogliere qualcosa di diverso, da questo come da ogni altro libro. Certo, l’impegno messo nella sua realizzazione mira a dei significati specifici che spesso rimangono solo nella testa dell’autore. Idee soggette alle infinite interpretazioni dei lettori. L’unica mia speranza è che la gente lo legga e se ne faccia una propria idea, ci pensi e reagisca con piacere o indignazione. In ogni caso sarei soddisfatto, perché la storia ha raggiunto il suo scopo; quello di essere letta.

5. Nel romanzo si legge la possibilità per chiunque di amare chi vogliamo e nel modo in cui vogliamo. Credete che nella realtà sia possibile o per il momento è qualcosa a cui si auspica soltanto?

Allegra: Nella realtà credo che non sia soltanto possibile, ma assolutamente inevitabile. Amori e pulsioni catalogati dagli altri come sconvenienti si ripetono da millenni nella storia, indice dell’ineluttabile fascino che esercitano sull’animo umano. Questo perché sono istinti e desideri assolutamente naturali, che non potranno mai essere soffocati dalle avversità sociali, in gran parte causa della frustrazione che spesso sfocia nella depressione e in altri mali da alcuni definiti ‘moderni’. Dovremmo impegnarci ad accettare simili realtà, imparando a viverle nel pieno rispetto degli altri, piuttosto che denigrare e colpevolizzare.

Leonardo: Nella realtà è possibile eccome, fintanto che c’è qualcuno intenzionato a farlo. Il problema è che spesso ci si limita a considerare l’amore come viene insegnato. In questa particolare forma d’affetto vengono sempre inclusi sentimenti negativi quali invidie e gelosie, spesso frutto dell’impossibilità di amare chi si vuole, come si vuole. Questa impossibilità però non è data da valori oggettivi, quanto piuttosto da una scelta inconsapevole delle persone. Potrebbero farlo, ma non lo sanno.

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la vostra vita conducendovi alla scrittura?

Allegra: Nessuno, almeno così mi piace pensare. Per me la scrittura nasce dalla presenza di un messaggio da trasmettere, sia questo un valore oppure una storia; dalla voglia di raccontare e narrare piuttosto che dall’ispirazione di come altri l’hanno fatto. Stilisticamente parlando, fortemente ammiro la letteratura del diciottesimo e diciannovesimo secolo.

Leonardo: Nessuno in particolare, sono un lettore estremamente eclettico e non credo d’aver compiuto alcuna scelta dovuta a uno specifico testo, quanto a cosa rappresenta per me la scrittura nella mia vita. Ho cominciato da ragazzino scribacchiando storie fantasy, e ora -con la prima opera pubblicata- penso di aver cercato di racchiudere il più possibile l’insieme dei molti testi che mi sono stati d’ispirazione. Spero che Russell, con le significative idee sulla corretta formazione della gioventù, non si senta offeso dal mio tentativo.

7. Quale libro non consigliereste mai a nessuno?

Allegra: I miei, ovviamente, come insegna De Sade. “che il ricordo di me si cancelli dalla memoria degli uomini”.

Leonardo: È difficile escludere un libro dalla lettura in modo categorico, ma è pur vero che si fatica a scovare il senso di alcuni. Ad esempio il dizionario: non ho mai capito il finale.

8. Adesso è arrivato il momento per porvi da soli una domanda che nessuno vi ha mai fatto, ma a cui avreste sempre voluto rispondere…

Allegra: Salve, sono un perfetto sconosciuto a cui avanza un milione di euro, li vuole? si, grazie!

Leonardo: Hai sempre pensato di fare lo scrittore? Durante l’infanzia avevo idee estremamente chiare e originali a riguardo. Avrei risposto prima il mantenuto, poi il benzinaio. Col passare degli anni tutto si è fatto più confuso, e ho sempre evitato di guardare troppo in avanti. In tutta sincerità? Diventare scrittore è un sogno ancora ambizioso, ma spero di poter ripiegare sull’idea del mantenuto se capita l’occasione.

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