Recensione Libro.it intervista Lucia Chiarioni autrice del libro “D’Amore non si muore”

Intervista alla scrittrice Lucia Chiarioni autrice del libro “D'Amore non si muore”.
Recensione Libro.it intervista Lucia Chiarioni autrice del libro “D’Amore non si muore”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Sono una persona entusiasta che non si arrende mai, la mia energia ho deciso di metterla a disposizione delle persone che hanno sofferto di grandi traumi nella vita per curarli e aiutarli a vivere meglio, oggi la scienza ha fatto notevoli progressi e anche da eventi terribili che colpiscono la psiche si può guarire.

2. Dovendo riassumere in poche righe l’opera “D’Amore non si muore” cosa diresti?

“D’amore non si muore” è il mio primo libro, scriverlo è stato emozionante e mi ha consentito una grande riflessione sui temi che ogni giorno tratto nella mia professione di clinico psicoterapeuta. Un libro autentico ed emozionante che vuole infondere speranza, perché trattasi di storie di guarigione.

Il libro che contiene tre storie reali, in un unico personaggio di fantasia, permette al lettore di identificarsi profondamente nella determinazione della protagonista a vivere e riprendersi la sua esistenza frammentata dai traumi. Un libro da leggere meditando, scritto sotto forma di diario che narra una storia di “avventure” e dove io accompagno il lettore a comprendere meglio cosa vive la protagonista, e il motivo dell’esistenza di alcuni fenomeni (stalking e violenza domestica) per difendersi dai pericoli. La protagonista cade molte volte, sperimenta la paura di morire e poi torna a vivere dopo tante violenze subite.

3. Da dove nasce l’idea che ti ha spinto a scrivere questo libro che racconta di violenze spesso protratte all’interno delle famiglie?

Dalle storie che sento tutti i giorni, ma da tre storie in particolare, e tra queste tre una in particolare, la paziente più difficile e compromessa incontrata fino ad oggi, il nostro rapporto terapeutico è iniziato con dei bigliettini, ella non parlava e dopo tanto tempo l’idea del diario terapeutico le ha consentito di ordinare pensieri ed emozioni e di ricomporre la sua vita. Dal Diario l’idea di un libro narrato nel reale e oltre l’immaginabile sommerso.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a provare leggendo la storia che racconti?

Speranza , amore e compassione spogliandosi da pre-giudizi fuorvianti sia verso chi finisce per strada per vivere, sia verso chi soffre. Speranza in un mondo migliore.

5. Come psicoterapeuta utilizzi un approccio all’avanguardia che integra EMDR e psicoterapia senso-motoria. Ci puoi spiegare di cosa si tratta e di come viene utilizzato per aiutare chi ha subito delle violenze?

I grandi traumi della vita non possono essere curati solo con la psicoterapia classica verbale, non è abbastanza. Il corpo contiene le ferite più profonde e queste tecniche consentono di rimuoverle. L’emdr (le informazioni ufficiali si possono trovare sul sito: www.emdritalia.it) si basa su recenti scoperte e ricerche neuroscientifiche sul funzionamento dell’Ippocampo, una struttura sottocorticale del nostro cervello che sembrerebbe essere il nostro “magazzino degli orrori”, contenente tutti i traumi non elaborati della vita dell’individuo, attraverso i movimenti oculari alternati consente di rimuovere i traumi favorendo l’integrazione degli stessi nella corteccia cerebrale, sede adeguata alla loro elaborazione.

La Psicoterapia senso-motoria invece lavora per l’integrazione del trauma a livello corporeo utilizzando il linguaggio botton-up del corpo e favorendo l’elaborazione corticale anche sui traumi non coscienti (rimossi). Usate insieme danno ottimi risultati sul piano clinico in breve tempo, ma trattasi di tecniche applicate ad un percorso psicoterapico, accompagnate da colloqui clinici.

6. Leggendo la storia si comprende come attraverso la cura e i giusti interventi da parte di esperti, il trauma possa essere superato. Il libro infonde speranza e vuole essere di stimolo per chi ha paura di affrontare il dolore?

Certo era proprio questo il mio intento nello scriverlo, e con i proventi ho deciso di finanziare il Centro Antiviolenza dove lavoro, perché molte persone non possono permettersi di pagare queste terapie.

7. Quanto è stato difficile raccontare questa storia che mostra un lato malato della nostra società, in cui spesso le violenze vengono inflitte da chi dovrebbe amarti?

Per nulla difficile per me… è il mio pane, ma leggerla può aiutare, perciò anche se fosse stato difficile sentivo proprio che era il momento di farlo, per contrastare la poca speranza inferta dalle notizie tragiche della cronaca. Ogni anno tante persone muoio per atti violenti e se sopravvivono hanno bisogno di essere curate per ricominciare a vivere, è un fenomeno sempre esistito ma troppo utilizzato per fare audience vorrei che si parlasse più spesso di chi ce la fa, non solo di chi muore per violenza.

8. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non ne ho uno in particolare ma ho sempre letto molto fino da bambina, era un modo per raccogliere i pensieri e conoscere il mondo. Sono cresciuta in un piccolo paese di provincia e poi sono approdata in una grande metropoli : Milano. Leggere mi ha sempre aiutato a sognare e immaginare mondi migliori del nostro.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Ogni libro deve essere letto con senso critico, non criticato.

10. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

La domanda è: Perché siamo qui? Per aiutare gli altri e per amare. Anche se rimane il compito più difficile ed entusiasmante al tempo stesso. Grazie.

Hai qualcosa da aggiungere a questa recensione? Lascia un commento!