Recensione Libro intervista Luigi Claudio Viagrande autore del libro Ancients: il grande freddo

Intervista allo scrittore emergente Luigi Claudio Viagrande.
Recensione Libro intervista Luigi Claudio Viagrande autore del libro Ancients: il grande freddo

Ancients Il grande freddo1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Sono un grande appassionato di giochi di ruolo e di tutto quel mondo che gli gravita attorno. La mia vita è fatta di informatica, videogiochi, di creatività e fantasia. Questo è il bagaglio culturale che mi porto dietro e che ho tenuto presente durante la stesura del primo romanzo della saga di Ancients.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo fantasy Ancients: il grande freddo cosa diresti?

Una storia diversa nella quale ho cercato di inserire diversi argomenti. I valori come l’amicizia e il sacrificio costituiscono il cuore di questo primo romanzo; il mistero e gli intrighi, invece, faranno da sfondo ad ogni singolo romanzo della saga.

3. Nel tuo romanzo si parla di un virus che mette a rischio la sopravvivenza degli uomini. Alcuni di loro si salvano grazie alle città-cupole, ma non è questa la soluzione al problema, bisogna sconfiggere il male e a compiere quest’avventura è chiamato il protagonista del libro, Liam. Questa è la trama a grandi linee, perché nel tuo libro c’è molto di più: la suddivisioni in classi della società, un’amicizia che supera tutte le difficoltà, teorie da mettere in pratica e tanti colpi di scena. Ci racconti da dove nasce l’idea e come si è evoluta?

Come dicevo prima, sono un grande appassionato di giochi di ruolo. Ancients nasce, prima di tutto, come l’ambientazione per un gioco di ruolo testuale online, un luogo dove i giocatori avrebbero potuto incontrarsi e creare i loro personaggi per farli vivere all’interno di un mondo che io avevo creato. Tuttavia, durante la stesura dell’ambientazione, ho notato che essa cresceva a dismisura. È stato come se la trama che andavo a costruire mi avesse chiamato e obbligato a raccontarla nei libri, piuttosto che tenerla confinata in un gioco di ruolo per poche persone. Gioco di ruolo che, tuttavia, è, attualmente, in via di sviluppo.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

I messaggi racchiusi nel mio libro sono molteplici; cominciando dal senso di amicizia quello vero, sincero, e cosa si potrebbe fare per un amico. Un altro significato, più sottile e mascherato del precedente, lo si ritrova nella società che ho descritto. Il mondo è devastato da una calamità che dovrebbe portare le persone a unirsi per sopravvivere e, invece, porta solo tanto male e tanta violenza. L’uomo che si fa la guerra l’un l’altro, non importa in quali condizioni di avversità e di disagio ci si ritrovi.

5. Leggendo il tuo libro ho avuto la sensazione di trovarmi dinanzi a vari generi letterari messi insieme, non si tratta solo di fantasy, ma anche di fantascientifico, distopico e poi c’è mistero e tanto altro. Quando hai scritto la storia, hai pensato di mescolare i vari generi o ti è venuto naturale?

Non era pensato per racchiudere vari generi, è stata una cosa naturale. Ho parlato di quello che mi piace, che stuzzica la mia attenzione, che avrei voluto vedere in un libro, senza soffermarmi sui limiti dettati dall’appartenenza ad un genere particolare.

6. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo libro quali utilizzeresti?

Intrigante, Avvincente, Emozionante.

7. Chi sono gli autori che ti ispirano maggiormente?

Stephen King. Da quando ho conosciuto le sue opere mi sono innamorato del suo stile, del suo modo di narrare, delle sue tecniche narrative e della sua fantasia.

8. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

È passato talmente tanto tempo che faccio fatica a ricordare. Tuttavia credo che, sebbene King sia il mio idolo di adesso, in passato ho amato leggere il Signore degli anelli. Credo sia stato il libro che mi abbia indotto alla scrittura.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non mi sento di sconsigliare un libro a qualcuno, perché ogni libro merita una possibilità. E poi, quello che potrebbe non piacere a me potrebbe essere apprezzato, amato, da qualcun altro. È questione di gusti e, per fortuna, ogni individuo è diverso dall’altro.

10. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Una domanda che non mi è stata mai posta è: scrivo per me o per gli altri? La risposta è: entrambi. Scrivo per me, per migliorare. Scrivere induce a riflettere, non è solo la ricerca dello stile adeguato e di una storia interessante, ma spinge a chiedersi cosa posso dare io alle persone che già non hanno. Scrivo per gli altri affinché possano, con le storie che ho da raccontare, emozionarsi, divertirsi, provare emozioni forti. Cerco di farli ridere, di farli piangere, insieme a dei personaggi che non sono altro che carta e inchiostro.

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