La donna della panchina
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Recensione Libro.it intervista Manuel Pellegrino autore del libro Di tenebra e di luce – Libro I: Il Prescelto

Informazioni e curiosità sull'autore esordiente Manuel Pellegrino.
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Recensione Libro.it intervista Manuel Pellegrino autore del libro Di tenebra e di luce – Libro I: Il Prescelto

Prezzo: € 16,00

Di tenebra e di luce di Manuel PellegrinoIntervista allo scrittore emergente Manuel Pellegrino

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro Di tenebra e di luce – Libro I: Il Prescelto, cosa diresti?

Di tenebra e di luce – Libro I: il Prescelto è un romanzo atipico, in cui confluiscono due diversi sentieri narrativi, uno prettamente fantasy, l’altro di critica alla società contemporanea. Il senso dell’opera va ricercato nella volontà di affrontare problemi attuali in chiave romanzata, mettendo in mostra il contrasto tra Luce e Tenebre sotto diversi punti di vista.

2. Da dove nasce l’ispirazione che ti ha portato a scrivere questo libro in cui la lotta tra Bene e Male decide le sorti di un popolo?

L’ispirazione nasce come sempre dai miei vissuti: un po’ per la mia forma mentis, un po’ per il mio percorso di vita, sono sempre stato affascinato dalla dicotomia tra Bene e Male, dal contrasto stridente tra Luce e Tenebre, e quando ho sentito dentro di me che avrei potuto farne un buon libro…ecco che l’ispirazione è venuta da sé.

3. Quanto credi incida sulla nostra vita il contrasto tra Luce e Tenebre? E cosa possiamo fare per far predominare il Bene?

Credo che il contrasto tra Luce e Tenebre incida in maniera preponderante sulle nostre vite, sulle vite di tutte le persone: molte volte ci si convince di non essere altro che un misero puntino su questa Terra, ma in realtà ognuno di noi è un piccolo universo, e con le sue azioni può far emergere la Luce, o calare le Tenebre. Sono le nostre scelte le armi più potenti che abbiamo per far predominare il Bene.

4. Da quali elementi sei partito per scrivere il tuo romanzo fantasy?

Volevo che fosse qualcosa di diverso: certo, il calderone fantasy, come lo chiamiamo noi autori, contiene elementi che vengono condivisi nelle storie che raccontiamo: ci sono creature, paesaggi, stili che ritornano, e che denotano quei mondi in cui tutto è mistero e avventura. Ma volevo aggiungere qualcosa di nuovo, almeno a mio giudizio, e ho scelto di far emergere anche la realtà che ci circonda, quella di un futuro prossimo, in particolare trattando il rapporto per me malato che stiamo instaurando con la tecnologia: ho voluto preannunciare scenari possibili e, purtroppo, tutt’altro che rosei: il Bene e il Male lottano dall’alba dei tempi, qui e in ogni mondo che si vuole pensare e creare, e la fantasia si può fondere con il crudo realismo per farci crescere e migliorare.

5. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro?

Caldo amaro

Vorrei che il lettore prima di tutto si godesse una bella storia, marcatamente fantasy, in cui vivere avventure e sperimentare emozioni magari sopite. Ma vorrei anche che comprendesse quanto è importante scegliere la Luce, in ogni più piccola azione, per cercare in tutti i modi di ristabilire quell’equilibrio che, secondo me, su questa nostra Terra, è ormai pericolosamente inclinato verso le Tenebre.

6. Se Manuel Pellegrino dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Di tenebre e di luce, quali userebbe?

Ricco: ci sono molte tematiche in gioco, colpi di scena e intrighi, magia, potere, amicizia e battaglie.
Innovativo: al fantasy canonico si uniscono tematiche sociali e critica della società postmoderna.
Avvincente: il ritmo è serrato, la trama fluida, l’azione veloce e coinvolgente.

7. Perché credi che si debba leggere il tuo romanzo?

Credo sia in fin dei conti un romanzo gradevole, che permette di fantasticare e sperimentare buone sensazioni, divertendosi, immedesimandosi e nel contempo riflettendo su tematiche molto spesso trascurate.

8. Da dove nasce la passione per la scrittura?

Come scrivo nella mia biografia, credo che la passione per la scrittura sia per me in qualche modo innata: ho sempre amato i libri, fin dalla più tenera età, leggevo e scrivevo prima di cominciare le scuole elementari, e sono cresciuto immerso nella letteratura: fin da giovane, in particolare, ho provato a scrivere, prima titubante, poi sempre con maggior sicurezza, fino a decidere di tentare con un vero e proprio romanzo. E così è stato.

9. Hai nuovi progetti in vista? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Certo. Oltre al prosieguo di questa storia ( questo è solo il primo capitolo della trilogia), sto dedicandomi attualmente a un nuovo progetto: un saggio romanzato sul tema del suicidio e della vita dopo la morte, che riflette sul senso della vita e cerca di dare risposte, per quanto personali, ai tremendi “perché” che molte volte ci turbano.

10. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Come dicevo prima, credo che la passione per la scrittura non sia derivata dalla lettura di un particolare romanzo, ma in fondo sia sempre stata dentro di me. Naturalmente ci sono però libri che mi hanno segnato, dandomi lo stimolo di voler diventare autore a tutti gli effetti. E per rispondere parzialmente alla domanda, sì, c’è stato un libro che ha rivoluzionato la mia vita: il Silmarillion, dell’immortale maestro Tolkien. Per me resta il non plus ultra della letteratura fantasy, ma non solo, a livello mondiale.

11. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Qualsiasi libro che inneggi ad una qualunque forma di odio o discriminazione verso il “diverso”: ognuno deve essere libero di condurre la propria vita come più lo ritiene giusto, fermo restando la ricerca della Luce e la lotta contro le Tenebre.

12. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Chi è il tuo nemico più grande?
Me stesso.
Ma, per fortuna, anche il mio migliore alleato.

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