Recensione Libro intervista Maurizio Castellani autore del libro La ventiquattrore Delitto in albergo

Intervista allo scrittore Maurizio Castellani.
Recensione Libro intervista Maurizio Castellani autore del libro La ventiquattrore Delitto in albergo

Intervista a Maurizio Castellani

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro La ventiquattrore Delitto in albergo cosa diresti?

Che è una storia di vita, dove il protagonista è come uno di noi, stanco e annoiato del suo lavoro sogna di cambiare mestiere, e in questo caso lui ce la fa, ma in realtà è la necessità di abbandonare una vita frenetica che porta a perdere valori quali amicizia – reciproco rispetto, è il bisogno di avere una pace interiore e sentirsi circondato, coccolato e amato da persone vere. L’indagine sul fatto delittuoso, per i personaggi, è come tornare bambini a giocare a caccia al tesoro, e quindi ritrovare quella complicità quella spensieratezza che avevano perso.

2. Da dove nasce l’ispirazione per questo giallo che racconta di quotidianità ma che pone l’accento su un grande mistero?

Preferirei non rispondere a questa domanda perché in qualche modo andrei a svelare il perché è morto il Fantozzi.

3. Come mai, Maurizio Castellani, la scelta di scrivere come primo romanzo un giallo, un genere che presuppone grande fantasia e doti non comuni per creare un crimine, un movente e lo sviluppo di una storia che sia credibile?

Ho sempre letto romanzi gialli, ho iniziato a 18 anni e il mio primo giallo fu Assassino sull’Oriente Express di Aghata Crhistie, nei successivi 35 anni ho continuato a leggerli assiduamente, poi una mattina mi sono svegliato con la consapevolezza di aver acquisito quelle tecniche necessarie affinché uno possa mettersi a scrivere un racconto giallo, e parlo di “tensione letteraria”- l’induzione e la deduzione, l’abduttivo, e semplicemente mi sono messo a scrivere.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

A questa domanda ho in qualche modo già risposto quando ho parlato del senso del libro. Vorrei invece far porre l’attenzione al lettore sull’introduzione nel giallo dell’uso della prima persona. L’autore nel raccontare usa la terza persona, ma quando il protagonista esprime un suo pensiero, non lo dice per mezzo dell’autore ma lo dice direttamente al lettore. Infatti nel racconto non troverete “ speriamo che ce la faccia a uscire – pensò Marco”, ma troverete semplicemente “Speriamo che ce la faccia a uscire.” Perché sta parlando al lettore, così come all’autore.

5. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo libro, quali useresti?

Gustoso – Divertente – Scorrevole

6. Perché credi che si debba leggere La ventiquattrore Delitto in albergo?

Perché il racconto, oltre a contenere quella logica rigorosa nel risolvere tutti gli enigmi, che troviamo anche nei grandi e nei meno importanti scrittori, contiene un estratto di vita quotidiana, quasi reale, dove i personaggi sono credibili e sono legati da una forte amicizia che li porta anche a prendersi in giro tra loro, dove non manca la buona cucina e dove i tre muoiano guardando sederi femminili.

7. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Come ho detto ho iniziato a scrivere improvvisamente, non c’è un romanzo particolare della mia vita che mi ha portato a scrivere. Forse, semmai c’è un personaggio, quello di Miss Marple. Nei dodici romanzi, nonché nei vari racconti, credo che siano 20, Crhistie la descrive come una donna anziana, che gli piace cucinare i dolci, ma che è anche curiosa, osservatrice della natura, ironica furba, qualità che la aiutano a risolvere casi di omicidio particolarmente complessi. Ed è per questo che mi è sempre piaciuta, e che forse nel mio racconto giallo, c’è un po’ di lei.

8. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Credo fortemente che non ci sono libri da non consigliare. Un libro che a te non è piaciuto può piacere comunque ad altri, e succede veramente spesso, mi creda. Faccio prima a dire quale libro consiglierei. Ultimamente ho letto L’analfabeta che sapeva contare di Jonasson Jonas, a me è piaciuto tantissimo, e credo che sia un libro che tutti debbano leggere.

9. Maurizio Castellani, adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Continuerai a scrivere?

Sì, continuerò a scrivere, questo è il primo di una serie di delitti che il protagonista risolverà insieme ai suoi amici, dove l’albergo, le cene e le donne faranno da cornice ai fatti delittuosi.

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