Recensione Libro.it intervista Riikka Pulkkinen autrice del libro “L’armadio dei vestiti dimenticati”

Intervista a Riikka Pulkkinen autrice del libro "L'armadio dei vestiti dimenticati".
Recensione Libro.it intervista Riikka Pulkkinen autrice del libro “L’armadio dei vestiti dimenticati”

1. Puoi descrivere in poche righe ai lettori di “RecensioneLibro.it” la storia che racconti nel libro “L’armadio dei vestiti dimenticati”?

È una storia d’amore che passa attraverso il tempo. Anna trova un vestito nella casa dei nonni, lo indossa e rivive la storia della donna che lo ha avuto in passato. Il vestito appartiene a Eeva, una persona di cui i suoi nonni non le hanno mai parlato. Indossando il vestito Anna fa sì che la storia di Eeva riviva e venga raccontata. Il libro vuole descrivere l’amore come un lungo viaggio infinito fatto di perdono e scoperta.

2. Nel romanzo un semplice oggetto, un abito, racchiude un segreto diventando il reale protagonista della storia, da cosa è nata l’idea?

L’oggetto che doveva dare inizio al libro era una fotografia, ma mi è parsa da subito una cosa troppo banale. In un secondo momento avevo pensato a un gioiello, ma la scelta è poi caduta su un abito perché volevo esprimere il concetto di “indossare una personalità”. Anna indossa il vestito ed è come se indossasse la vita di Eeva.  Il vestito è una sorta di cancello nella vita di Eeva.

3. Ne “L’armadio dei vestiti dimenticati” sei riuscita a fondere le caratteristiche del classico romanzo con quelle della detective story. Credi sia stata questa l’idea vincente del libro?

Quando ho iniziato a scrivere, non pensavo minimamente a una detective story. Vedo il mio libro più come una storia d’identità e non come un’indagine. Se poi scrivendo sono venuti fuori elementi da detective story… ok! Non mi preoccupo della trama quando scrivo, ho tante altre cose a cui badare prima di mettermi a indirizzare la trama verso un genere.

4. Il romanzo sembra voglia portare alla luce aspetti della vita familiare complessi, ma ricchi d’amore, inoltre è una storia al femminile, in cui le donne rivestono un ruolo particolare. Questa storia poteva essere raccontata solamente attraverso una voce femminile?

La storia di Eeva poteva essere raccontata soltanto da Anna. In generale però non credo che ci siano storie per voci maschili o per voci femminili.

5. C’è un messaggio particolare che speri sia stato colto leggendo il tuo libro?

L’amore visto come un lungo viaggio infinito fatto di perdono e scoperta.

6. C’è un libro che ti ha lasciato un segno profondo e che vorresti consigliare ai nostri lettori?

“Età di ferro” di John Maxwell Coetzee, premio Nobel per la letteratura. Il libro racconta la storia dell’apartheid in Sud Africa all’inizio degli anni Novanta. Elizabeth, la protagonista del romanzo, descrive i durissimi momenti di quegli anni con una dolcezza disarmante. Da leggere assolutamente.

7. Un libro che invece sconsiglieresti?

(Ride) – Quando avevo 25 anni lavoravo in una casa editrice e dovevo leggere i manoscritti proposti per la pubblicazione. Ho letto alcuni libri romantici ambientati nella campagna finlandese che erano davvero orrendi. Mi dispiace molto dire una cosa del genere, perché so il duro lavoro che c’è stato dietro quelle storie, ma non le consiglierei davvero a nessuno!