Recensione Libro intervista Rosamaria Perondi e Andrea Perondi

Intervista agli scrittori Rosamaria e Andrea Perondi autori del libro "Il bordo del Calendimaggio".
Recensione Libro intervista Rosamaria Perondi e Andrea Perondi
  1. Per iniziare… raccontateci qualcosa di voi, qualcosa che vorreste che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che avete scritto.

Siamo cugini e abbiamo giocato insieme fin dalla più tenera età. Da bambini ci divertivamo molto con il teatrino e quasi all’unisono inventavamo le storie che poi animavamo sul piccolo palcoscenico con le marionette. Ci piaceva inventare i nostri giochi.

  1. Dovendo riassumere in poche righe la trama dell’opera “Il borgo del Calendimaggio” cosa direste?

E’ un racconto che inizia con un episodio tragico che avviene nella seconda guerra mondiale. Subito dopo si passa al 1980 quando un commissario di fresca nomina viene assegnato ad un posto di polizia di una cittadina tranquilla dove non succede mai niente. Ma proprio lì si consuma un omicidio che ha radici nell’episodio avvenuto durante la guerra. Il commissario troverà l’assassino superando tutte le reticenze e le bugie degli abitanti del posto opporranno, dal momento che molti di loro hanno qualche segreto compromettente.

  1. Il libro si avventura in un giallo tutto da scoprire, ma più che altro sembra voglia raccontare la vita di un borgo e dei segreti che albergano in ogni personaggio. Il romanzo prende spunto da fatti osservati e realmente accaduti o s’ispira all’esistenza di uomini comuni con fragilità e debolezze?

Il romanzo è di pura fantasia. A portarlo avanti ha concorso il nostro amore per la terra di Toscana con la sua unicità e l’affetto per l’ironia e il sorriso degli abitanti che abitano la sua campagna. La storia non è altro che la traduzione scritta di molte sensazioni e ricordi che si sono fermati nella nostra memoria di bambini. Via via che lo scrivevamo ci appassionavamo sempre di più.

  1. Cosa vorreste che il lettore cogliesse entrando in contatto con le parole del vostro libro?

Il mondo che abbiamo descritto, in modo da immergersi dentro la storia e viverla insieme ai nostri personaggi.

  1. Il romanzo “Il borgo del Calendimaggio” è ben intrecciato e riesce a fondere storie interessanti. Adesso cosa vi aspetti dal libro? Avete altri progetti per pubblicizzarlo o state pensando a un’altra storia da condividere con i lettori?

Più potremo pubblicizzarlo e meglio sarà. Teniamo molto a questo nostro lavoro. Questo racconto lo amiamo, è per noi come una persona cara. Abbiamo appena iniziato un altro racconto, sempre su quei luoghi e sempre col commissario Gianmaria Conti… alla fine si vedrà quel che verrà fuori.

  1. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la vostra vita conducendovi alla scrittura?

Abbiamo letto molti romanzi e racconti, ma nessun libro in particolare ci ha condotto alla scrittura. E’ una cosa che è nata spontaneamente dentro di noi con il passar degli anni.

  1. Quale libro non consigliereste mai a nessuno?

Morte a Firenze” di Marco Vichi.

  1. Adesso è arrivato il momento per porvi da soli una domanda che nessuno vi ha mai fatto, ma a cui avreste sempre voluto rispondere…

Ci sarebbe piaciuto che ci avessero chiesto a chi ci ispiriamo dato che scriviamo in due. La risposta è senz’altro a Fruttero e Lucentini. Sono stati due veri grandi scrittori. Una cosa è ispirarsi, un’altra è essere come loro….ce ne corre!