Recensione Libro.it intervista Rosario Chiavetta autore del libro “Colpa nostra – Palermo sopravvivere o fuggire”

Intervista allo scrittore Rosario Chiavetta.
Recensione Libro.it intervista Rosario Chiavetta autore del libro “Colpa nostra – Palermo sopravvivere o fuggire”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Sono un odontotecnico, ma prima di tutto mi ritengo un palermitano onesto (come ho scritto anche nel mio libro), e voglio dare il mio contributo per cambiare le cose

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “Colpa nostra – Palermo sopravvivere o fuggire” cosa diresti?

E’ una descrizione molto personale del fenomeno mafioso nella mia città, vivacizzata da alcuni aneddoti e da una buona dose di sarcasmo. Il senso del libro è di fare aprire gli occhi ai miei concittadini e fargli capire cosa è giusto. Subito dopo le stragi di G .Falcone e P. Borsellino con le relative scorte c’è stato da parte dello Stato Italiano una sorta di aggressione di fronte al fenomeno mafioso, sono nati movimenti spontanei di cittadini che si ribellarono, ma poi come tutto nella vita si affievolisce. Il motivo che mi ha portato alla decisione di lasciare Palermo per gli Stati Uniti d’America fu proprio l’assuefazione di questo fenomeno e l’indifferenza di molti concittadini, che mi fecero capire che le cose non sarebbero cambiate.

3. Nel tuo libro c’è la tristezza, la rabbia e il dispiacere legati all’immagine violenta e degradata che la bella Palermo dà di sé. Cosa possono fare i palermitani per far cambiare il suo aspetto e mostrarla nella sua magnificenza?

Innanzitutto, smettere di fare finta di niente. Combattere i quotidiani atti di delinquenza, non buttare niente per terra… piccoli gesti che però farebbero tanto. Altra cosa importante che ogni cittadino dovrebbe fare è quella di partecipare alle manifestazioni antimafia che in ogni periodo dell’anno si ripropongono nella mia città, bisogna dimostrare di non avere paura della mafia e che tutti insieme possiamo farcela, basta volerlo.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Vorrei che capisse che la Sicilia non è solo mafia e delinquenza, ma che ci sono anche cittadini onesti e tanta bellezza. Vorrei che il lettore capisse che se ho scritto questo libro è perché amo la mia terra, e voglio aiutarla, “non voglio cambiare città ma voglio contribuire a cambiarla”.

5. Alla base del tuo libro c’è la necessità di raccontare cosa ha reso Palermo così deteriorata. Parli di mafia, di stragi, di corruzione e di come la colpa di tutto questo sia da attribuire anche ai cittadini. In quanto palermitano quanto ti senti responsabile di questo scempio?

In parte credo che siamo un pò tutti responsabili, ma la cosa più grave credo sia il fatto di essere consapevoli dei nostri atteggiamenti sbagliati e che non facciamo nulla per cambiarli, anche perché viviamo in contesto sociale dove il cambiamento porterebbe a qualche sacrificio personale, e credo che in pochi sono disposti a farlo.

6. Nel tuo libro si racconta anche di speranza, di necessità di cambiamento. Parlare di ciò che accade nella tua città può essere un primo passo per affrontare il problema?

Cito una frase di Leonardo Sciascia “Ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza” , frase un po disfattista ma credo reale, bisogna credere e lavorare per il cambiamento, mi auguro che il mio libro possa dare un piccolo contributo affinché ciò avvenga.

7. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non ce n’è uno in particolare, ho letto tanti libri sulla mafia e credo che abbiano contribuito tutti, probabilmente il ruolo più importante per me è stato parlare con i familiari vittime della mafia che hanno sofferto e continuano a soffrire pensando ai loro cari che sono stati uccisi perché volevano cambiare questa società

8. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non credo ci siano dei libri che non consiglierei, solitamente i libri che compro sono di mio gradimento perché li scelgo secondo le mie esigenze

9. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

La domanda che mi piacerebbe ricevere sarebbe: Se dovessi scegliere di lasciare Palermo per un paese più vivibile, o rimanere nella tua città in attesa di un cambiamento, risponderei… vorrei rimanere.

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