Recensione Libro.it intervista Simone Marani autore del libro “Tutti i colori dell’anima”

Intervista allo scrittore Simone Marani.
Recensione Libro.it intervista Simone Marani autore del libro “Tutti i colori dell’anima”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Non è mai facile raccontare qualcosa di se stessi. Mi reputo una persona equilibrata e molto sensibile, anche se una sorta di doppia personalità, caratterizzata da una forte vena artistica che si è sempre trovata a fare i conti con un modo di essere decisamente più razionale ed attento ai particolari, ha pervaso la mia vita sino ad oggi. Due lati di una medaglia che cercano di prevalere l’uno sull’altro e che, sebbene a volte vi riescano, contribuiscono a mantenerla in un delicato equilibrio.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “Tutti i colori dell’anima” cosa diresti?

Il romanzo non è altro che un percorso interiore che mette il protagonista direttamente a contatto con i Sentimenti che lo governano e che tenteranno di dare una spiegazione agli interrogativi che, in definitiva, sono quelli che un qualsiasi ragazzo si pone nel momento in cui scopre la vita.
Il senso è proprio questo: il viaggio diretto alla scoperta di se stessi.

3. Nel tuo libro si parla di un viaggio che porta a cogliere la differenza tra Bene e Male, ma soprattutto a ritrovare la strada giusta. Questa storia ti ha aiutato a trovare la tua?

Diciamo che più che altro si è posto come punto di partenza; come uno strumento che, una volta compreso e fatto mio, ho utilizzato per cercare e trovare la strada giusta. In realtà, di strade ne ho percorse tante, alcune molto diverse tra loro, alcune corrette ed altre meno, ma posso dire con certezza che tutte hanno contribuito a fare di me quello che sono ora.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Mi piacerebbe che dal romanzo emergesse l’importanza della vita che, da qualche parte, è stata concessa ad ognuno di noi. Vorrei che i lettori capissero, come ho avuto la fortuna di capire io tempo addietro, di quanto sia importante penetrare a fondo all’interno della propria anima, se così la possiamo chiamare, perché facendo ciò si ottiene un validissimo strumento per combattere le difficoltà che inevitabilmente si intromettono tra noi ed i nostri obiettivi. Credetemi, facendo così si possono scoprire cose di noi stessi che mai avremmo potuto immaginare.

5. L’incontro con uno specchio che porta la scritta “Apri le porte della conoscenza” cambierà la vita di Jacob, il protagonista del libro, conducendolo a iniziare il suo percorso. A quel punto dovrà fare i conti con i suoi sentimenti. Che cambiamenti ha portato questo libro nella tua vita?

Quando, ai tempi, scrissi il romanzo, in effetti non pensai che potesse condizionarmi così tanto; con il senno di poi, invece, rendendomi conto che il protagonista del racconto ero proprio io, in tutto e per tutto, messo a nudo davanti a me stesso, mi sono accorto dei profondi cambiamenti che si sono ben presto succeduti nella mia mente e nella mia anima…cambiamenti repentini ma al tempo stesso profondi, che mi hanno portato a rispettare maggiormente le idee e i sentimenti delle persone con le quali mi relaziono.

Il bisogno di “conoscenza” è qualcosa che è innato nell’essere umano…ma prima di procedere ad una conoscenza “esteriore” sarebbe opportuno intraprendere un viaggio diretto alla conoscenza “interiore”. Solo capendo noi stessi siamo in grado di comprendere meglio gli altri e ciò che ci circonda. Ed è quello che è capitato a me.

5. Quanto è importante, in un momento così difficile per la maggior parte delle persone, trovare le risposte ai propri interrogativi come fa il protagonista del tuo romanzo?

Credo che, soprattutto con riferimento al difficilissimo momento storico che stiamo attraversando, caratterizzato da una perdita improvvisa e preoccupante di valori, anche i più semplici, il romanzo potrebbe favorire un importante percorso che, se svolto in maniera approfondita e senza paure o cedimenti, può consentire a chiunque a migliorare la conoscenza di sé. Solo tale conoscenza permette, infatti, di relazionarsi correttamente con gli altri, nel pieno rispetto delle scelte e delle personalità altrui.

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Nella mia vita ho passato molto tempo a leggere, soprattutto in passato. Uno dei romanzi che, più di ogni altro, mi ha spinto alla scrittura (parliamo davvero di parecchi anni or sono) fu “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Bach. Fu sfogliando quelle poche ma significative pagine che capii di avere bisogno di addentrarmi più approfonditamente dentro di me e di buttare fuori, sotto forma di parola scritta, tutto quello che lì vi avessi trovato.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Fortunatamente non sono molti i libri che non mi hanno appassionato o che mi hanno deluso fortemente; se proprio dovessi indicarne uno in particolare posso dire che “Pochi inutili nascondigli” di Giorgio Faletti (autore che seguo con particolare interesse) non mi ha particolarmente colpito…l’ho trovato un po’ fuori dalle sue “corde” come se lo avesse dovuto pubblicare in quanto costretto per mantenere vivo l’interesse dei lettori nei suoi confronti…per riempire un vuoto…

8. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Mi rendo conto che nella vita di tutti i giorni mi domando sempre come stiano gli altri…come affrontino la vita…che problemi abbiano e se posso fare qualcosa per aiutarli…mi piacerebbe che ci fosse la stessa attenzione nei miei confronti. Quindi potrei chiedermi: “Simone come te la passi?”… credo che risponderei… “Sempre in viaggio”.

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