Recensione Libro intervista Simone Scala autore del libro “La ragazza di Venezia”

Intervista allo scrittore emergente Simone Scala autore del libro “La ragazza di Venezia”.
Recensione Libro intervista Simone Scala autore del libro “La ragazza di Venezia”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Beh, non è che ci sia molto da dire… sono un insegnante di Lettere felicemente coniugato che ama molto gli animali e che ha (per fortuna o per sfortuna) una grande passione per la scrittura e per la lettura. E per il calcio naturalmente…

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “La ragazza di Venezia” cosa diresti?

È una fiaba sociale che affronta problemi attuali e gravi presenti nel nostro Paese, a partire dalla condizione femminile nel mondo del lavoro. Poi c’è la tentazione del potere, il precariato e l’inquinamento ambientale. Insomma, tanti temi mescolati insieme che fanno riflettere. E poi c’è Venezia…

3. Il libro parla appunto di tematiche importanti, quale le condizioni delle donne nella società e lo sfruttamento sul lavoro. Cosa bisogna fare, secondo te, per cambiare questa situazione precaria e delicata?

Bisognerebbe prima di tutto “rifare i cervelli” di tutti noi italiani, per citare Galileo Galilei, ma questo è molto difficile. Sinceramente non ho una ricetta precisa per “curare” la nostra società tuttavia una cosa è certa: occorre far sentire la propria voce e gridare il proprio sdegno. Non abbassare la testa e non rassegnarsi. Mai. Altrimenti sarebbe davvero la fine. Io ho voluto, in un certo senso, dire la mia con questo romanzo.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

“Comprendere” è una parola impegnativa e io non ho la presunzione di insegnare niente a nessuno. No, “comprendere” non mi piace, direi piuttosto “riflettere”, come ho già detto prima, “riflettere” sui mali e sui problemi del nostro presente per cercare di risolverli, per imparare dai nostri errori, per ripartire insieme. Altrimenti non ci sarà futuro, per nessuno di noi italiani ed è ora che ce lo mettiamo bene in testa. Perché c’è sempre un’altra strada, un’altra speranza, un’altra possibilità, per chiunque, e questo romanzo lo grida con entusiasmo.

5. Il romanzo è surreale: attraverso il ritrovamento di un teschio la protagonista riesce ad avere la sua possibilità per essere felice. Bisogna credere nei sogni affinché le cose appaiano in maniera differente?

A volte sì, non c’è alternativa. Ma poi dai sogni si deve passare alla realtà, per forza. Magari ci vuole tempo, ci vogliono pazienza e sacrificio ma alla fine si riesce. Se il sogno è “giusto” vince sempre, non dobbiamo dimenticarlo e la Storia è lì a dimostrarcelo. Dove saremmo senza i sogni? Quale persona non sogna?

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

“Cent’anni di solitudine” di G.G. Marquez. Un libro eccezionale. Poi citerei anche “1984” di G. Orwell e, se mi permetti, “Fight Club” di C. Palahniuk”.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Nessuno in particolare. Perché anche nella storia più brutta e sgangherata ci può essere qualcosa di buono.

8. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

“Chi me lo ha fatto fare?” No, scherzo. Non so… ci devo pensare. Forse potrebbe essere questa: “Cosa vuoi fare da grande?” La risposta, però, rimane segreta…

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