Recensione Libro.it intervista Tanya Biondi autrice del libro “Blustardusk ”

Intervista alla scrittrice Tanya Biondi.
Recensione Libro.it intervista Tanya Biondi autrice del libro “Blustardusk ”

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Fin da piccola ho sempre avuto un’indole romantico/creativa. L’amore per l’arte mi è stato trasmesso in giovane età dai miei genitori. Quando andavamo a Londra a trovare i nonni materni non mancava mai una visita alla National Gallery ed alla Tate, inoltre mio padre dipingeva mentre mia madre è sempre stata un’amante della letteratura ed una grande lettrice. Ho cominciato scrivendo poesie, anzi, mi correggo, prima ho scritto testi per canzoni, dopo che con i Duran Duran mi sono innamorata della musica ed avevo deciso di diventare una cantante… non è andata proprio così. In ogni caso, ho cominciato a scrivere poesie che esprimevano il mio disagio adolescenziale prima ed il mio rapporto col mondo e l’esistenza poi.

Per anni non mi sono cimentata con la prosa, non riuscivo ad entrarci dentro, poi, ad un certo punto, ha cominciato ad incuriosirmi, ho scritto dei racconti brevi, senza un disegno ben preciso. Blustardusk all’inizio doveva essere uno di essi, parte di una trilogia romantica dall’ambientazione un po’ particolare, poi ho avuto un lungo periodo di interruzione, fino a che non è venuto fuori Masterpiece, l’anno scorso, i miei mi hanno spronato ad inviare il mio manoscritto che però era molto indietro nella stesura. Mi sono tuffata anima e corpo nella scrittura, anche se ho capito subito che non avrei fatto in tempo, in compenso però ho trovato la chiave giusta per affrontare questo tipo di attività creativa ed il romanzo ha continuato a crescere, rivelandomi il suo mondo, è stata una cosa bellissima per me. Quando ho finito di scriverlo mi sono serviti ancora mesi per correggerlo e metterlo a punto.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “Blustardusk” cosa diresti?

Premetto che si tratta un libro che senza alcuna velleità, in termini di peso del contenuto. Certo, invita ad una riflessione sui nostri ritmi e modi di crescita e sfruttamento. Presentando una società dalla struttura rigida ma equa ed efficace, invita alla ricerca di un equilibrio ed un’armonia che ci permettano di convivere in pace e rispettare le risorse del pianeta, anche senza arrivare a quello stesso rigore. E’ un libro di ottimismo, di amore e di entusiasmo verso la bellezza e quanto l’esistenza possa presentarci di sorprendente e meraviglioso.

3. Il tuo è un romanzo fantasy che oltre a raccontare l’incontro tra una giovane ragazza e un popolo alieno regolato da leggi ferree per mantenere intatto l’equilibrio interno, parla d’amore. Come ci spiegheresti l’amore vissuto dagli alieni?

Beh, se si intende gli alieni in senso generale sinceramente non saprei spiegarlo. E’ chiaro che dipenderebbe dalla loro natura. Se si intendono i miei alieni, come si può leggere nel romanzo, il concetto di amore è stato sostituito con quello di affetto, complicità, mutuo sostegno. Io però ho la tendenza a pensare che se nella natura di un essere c’è la capacità di provare certi sentimenti, essi possono riemergere se si presentano le condizioni giuste, per questo il libro si svolge intorno ad una storia romantica, mi piaceva l’idea di esplorare l’effetto di un sentimento così forte su una persona che non l’aveva mai provato.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Come ho detto prima non credo che ci siano significati nascosti, è un libro semplice e di intrattenimento, non cela grandi verità, può invitare a riflettere questo sì, sulla nostra società sempre sulla difensiva, alla ricerca di nemici dai quali farci difendere e di paure alle quali sottostare per non sforzarci di dover capire ciò che ci succede intorno. E’ un invito a cercare il progresso vero, per il quale è necessario cominciare a ragionare in termini di pianeta e non di staterelli egoisti e paurosi. E’ un invito a cominciare ad essere uomini, cioè creature dotate di un’intelligenza costruttiva e creativa, capace di controllare gli istinti ed unire la necessità di esprimere la propria individualità con la sobrietà che serve per vivere insieme, un’intelligenza desiderosa di conoscere, esplorare, stupirsi.

5. Il tuo libro “Blustardusk” mostra al lettore l’importanza della condivisione, delle regole, ma soprattutto di assorbire dall’altro esperienze positive. Sogni in questo modo il mondo in cui viviamo? Ricerchi nel cosmo e nelle tue storie fantasy ciò che non ritrovi sulla Terra?

Certo mi piacerebbe un po’ di ordine e giustizia sulla Terra, mi piacerebbe vedere che si lavora insieme per il progresso anziché impegnarsi per distruggere ed ordire trame che beneficiano pochi a spese di tanti, spesso troppo menefreghisti per impegnarsi a riflettere fino in fondo su ciò che succede. No, non ricerco nelle mie storie ciò che non trovo sulla Terra, tutt’al più prendo spunto da ciò che osservo per esplorare alternative, ciò che scrivo e ciò che è sono due dimensioni diverse e mi piace che rimangano tali, sono romantica ma anche realista ed immersa nel mio tempo. Leggere, come scrivere, è immergersi temporaneamente in una realtà diversa, parallela, che prende forma ed esiste nel momento in cui ci si rivela ma che deve rimanere nel suo spazio di pertinenza, altrimenti sarebbe il caos.

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non è stato un romanzo a condurmi alla scrittura, sono stati il mio ambiente familiare ed i miei libri di lettura a scuola, fin dalle elementari. Ai nostri tempi i libri di lettura contenevano pagine notevoli di letteratura e poesia, prese dai più grandi autori. Io non vedevo l’ora che arrivasse il libro di lettura e lo leggevo sempre tutto per conto mio. E’ stata la poesia a colpirmi per prima, in particolare, proprio alle elementari, mi sono innamorata di I Pastori di Gabriele D’Annunzio, tanto che dicevo di voler fare il pastore da grande. Tra i romanzi che ho letto in età giovanile, quelli che mi hanno segnata di più sono: Le Grand Meaulnes, Il Barone Rampante ed Il Deserto Dei Tartari.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Sono un’amante di gialli e misteri ma detesto quelli con descrizioni protratte, dettagliate e grottesche di violenza e sangue o quelli dove non si fa altro che sparare. Mi è capitato di cominciare alcuni libri e lasciarli lì proprio per questo. Un libro che proprio non mi è piaciuto è Il Senso Di Smilla Per La Neve, da un titolo così mi sarei aspettata qualcosa che mi stupisse con meraviglia, invece l’ho trovato grigio ed inverosimile (soprattuto le super capacità della protagonista antieroina piuttosto antipatica).

Un altro libro che mi aveva destato grandi aspettative e che mi ha deluso è Storia Di Una Gabbianella E Del Gatto Che Le Insegnò A Volare, anche qui, titolo bellissimo, svolgimento stile tema elementare, pieno di banalità e stereotipi con velleità poetiche che non si materializzano.

Un altro libro che ho detestato è Storie Di Ordinaria Follia, non perché mi scandalizzi il contenuto, non mi aspettavo niente di diverso, trovo semplicemente irritante questa gente che si ritiene alternativa ed al di sopra delle regole e degli altri, senza rendersi conto che nella loro smania di essere differenti diventano noiosamente conformisti anche loro.

8. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Ha, ha, ha. Sarebbe bello essere già a questo punto, essere stata intervistata tante volte da averci una simile domanda nel cassetto, essendo questa la mia seconda intervista in tutto, non saprei proprio cosa dire, per ora sono ben contenta delle domande che mi sono state poste, ma starò attenta, chissà che fra qualche tempo io non possa riempire anche questo spazio…

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